Programmatic Advertising: come dare visibilità al tuo brand online

Con l’espansione costante del mondo dell’online, anche la pubblicità si evolve. Una nuova frontiera è rappresentata dal Programmatic Advertising, modalità di compravendita automatizzata di spazi pubblicitari online. 

Attraverso software progettati ad hoc vengono acquistati banner allo scopo di inviare comunicazioni mirate a una tipologia di utenti specifici (selezionata attraverso un processo di targetizzazione).

Dare il messaggio giusto, nel momento giusto, al target più indicato, è la logica su cui si basa questo sistema. Forma di pubblicità computerizzata, è programmata in tutte le sue fasi – automatizzate interamente – e avviene real time. Inoltre, è data-driven, ovvero il target viene individuato sulla base di dati provenienti da diverse fonti, in modo tale da massimizzarne l’efficacia.

In questo articolo analizzeremo il funzionamento e la diffusione di questo sistema pubblicitario trattando: 

  • Avvento ed espansione
  • Perché utilizzarlo
  • Funzionamento
  • Vantaggi

In merito ai vantaggi approfondiremo i suoi pregi quali: 

  • Accurata segmentazione
  • Altissima efficienza
  • Monitoraggio
  • Flessibilità

Dalla pubblicità classica, ai banner, al Programmatic Advertising: svolta nel mondo pubblicitario

Dalla pubblicità classica, ai banner, al Programmatic Advertising: svolta nel mondo pubblicitario 

Grazie alla pubblicità programmatic il mercato pubblicitario online si è  rivoluzionato. Negli ultimi anni questa tecnologia ha catalizzato l’attenzione di investitori, aziende, addetti del marketing e del mondo digital.

Le radici di questo fenomeno affondano nel passato: era il 1994 quando per la prima volta nella storia è apparso online un banner di HotWired.com commissionato dalla AT&T, compagnia telefonica americana. Del formato 468 per 60 pixel, seppur molto rudimentale ha rappresentato un momento cardine per il futuro della pubblicità online. 

Da allora, tanta la strada percorsa che negli ultimi decenni ha portato trasformazioni rivoluzionarie: con le tecnologie sempre più avanzate sono stati affinati nuovi strumenti grazie a cui individuare in modo sempre più preciso il target. 

In questo panorama il Programmatic Advertising ha rappresentato una svolta

Si tratta dell’insieme di regole e algoritmi volti all’automatizzazione dell’acquisto di spazi pubblicitari rivolti a specifici segmenti di audience, individuati tramite un’attenta targetizzazione. Via di mezzo tra i sistemi di acquisto di spazi pubblicitari, automazione e real time bidding, negli ultimi anni è diventato un elemento di traino nel mercato digitale, destinato a espandersi nel futuro.

Perché inserire il programmatic advertising nella propria strategia? 

Perché inserire il programmatic advertising nella propria strategia? 

Grazie alla pubblicità programmatic si possono aumentare le prestazioni aziendali. Sempre più utilizzata nelle strategie di marketing un numero crescente di business investe in questa tecnologia basata sulla pubblicità computerizzata.

I dati sono tutto nella Programmatic Advertising: il suo processo parte proprio da loro. Questi vengono raccolti da algoritmi molto complessi che costantemente prendono in esame i comportamenti dei consumatori, estraendo quante più informazioni possibili. 

Le aziende – o una terza persona per loro – in base a questi dati delineano uno specifico target (sia su base comportamentale che demografica) per fini pubblicitari.

La campagna viene ottimizzata sul momento grazie ai software di Programmatic Advertising che mostrano agli utenti specifici contenuti per loro davvero interessanti.

Il grande vantaggio di questa forma pubblicitaria, sempre più diffusa, sta proprio nel fatto che permette di far vedere all’utente il contenuto che desidera vedere davvero: essendo automatico, funziona alla perfezione. 

Inoltre, le aziende hanno la possibilità di interpretare i dati per definire una strategia di marketing ottimale e ottenere maggiore visibilità sul web, intercettando il loro target di riferimento.

Grazie alla pianificazione e all’acquisto di campagne, con il programmatic buying si possono promuovere servizi, prodotti e brand ricorrendo a svariati canali mediatici.

In sostanza, il programmatic advertising permette di ottimizzare i propri investimenti pubblicitari grazie alla tecnologia, che consente di raggiungere il miglior target, con il giusto messaggio nel momento più opportuno. Non a caso, sono in deciso aumento le aziende che si affidano alla pubblicità programmatic per la sua grande efficacia in termini di risultati.

Come funziona il programmatic advertising?

Come funziona il programmatic advertising?

Grazie al programmatic advertising i buyer possono effettuare un insertion order, vero e proprio ordine di acquisto, processato poi dalla piattaforma in cui viene collocato. Questo comprende:

  • dimensioni e formato dell’inserzione
  • posizionamento dell’inserzione nella pagina
  • numero di inserimenti
  • data dell’inserimento e periodo 

Una volta inserito, l’ordine viene completato dell’algoritmo della Programmatic Advertising che passa poi alla fase di analisi dei dati degli utenti.

Questa si basa su elementi quali: geolocalizzazione, coinvolgimento, interazione, comportamento e permanenza sul sito.  

Su questi elementi il sistema stabilisce quale sia l’inserzione di maggiore rilevanza per ogni utente. In questo modo le impressioni vengono personalizzate in modo preciso, mostrando solo gli annunci che gli interessano davvero. 

Questa individuazione chirurgica dei dati rende efficace al massimo il sistema che coinvolge solo target specifici perfettamente calzanti con le inserzioni di riferimento grazie all’intelligenza artificiale.

Il sistema è calato sul modello di CPM ovvero costo per mille: il prezzo è determinato per 1000 impressioni pubblicitarie. 

Per quanto riguarda le piattaforme impiegate in questo processo sono: 

  • DSP (demand-side platform) utilizzata dai buyer ai fini di portare a termine l’acquisto degli spazi 
  • SSP (supply-side platform) che colloca su siti aderenti al network pubblicitario le offerte, in base ai comportamenti degli utenti e lo spazio disponibile
  • DMP (data management platform) si tratta della piattaforma in cui vengono elaborati i dati legati al comportamento degli utenti sul sito mediante tecniche di analisi relative ai big data 

Tutto inizia con l’utente che clicca su un sito e a questo punto viene inviata una richiesta a un Ad Exchange, con informazioni sui dati del visitatore e sul sito. Di seguito il proprietario del sito mette l’Ad impression all’asta nella piattaforma SSP. Le informazioni fornite vengono poi messe a confronto dagli inserzionisti che fanno le offerte. La migliore vince la pubblicità e di conseguenza l’annuncio viene servito all’utente che clicca e così converte. 

Se non fa quest’azione si mettono in atto attività di retargeting, puntando a una conversione in un momento successivo. 

Questo processo automatico ha il pregio, rispetto ai sistemi tradizionali di vendita degli spazi pubblicitari, di velocizzare i tempi e di rendere più efficace il processo.

Malgrado non si basi sull’interazione tra venditori e compratori, in realtà l’attività umana resta comunque importante dando un valore aggiuntivo al processo in termine di pianificazione, scalabilità e ottimizzazione nonché nei casi più complessi che non si adattano ai format presenti esistenti. 

I vantaggi del Programmatic Advertising

I vantaggi del Programmatic Advertising: tra efficienza e monitoraggio

Grazie al Programmatic Advertising si possono trarre innumerevoli vantaggi. Sono infatti molteplici i pregi di questo sistema che ne hanno determinato il successo nel tempo. Tra questi: 

  • Accurata segmentazione: a renderla possibile è l’analisi attenta di big data grazie a cui gli inserzionisti accedono a sotto-segmenti di target estremamente profilati. Una simile personalizzazione non potrebbe essere individuata con un’analisi di dati aggregati 
  • Altissima efficienza: questo sistema permette infatti di mostrare a ogni utente l’annuncio più pertinente sulla base dei suoi comportamenti. In questo modo si raggiunge l’efficienza massima del budget allocato a fini pubblicitari
  • Tempistiche istantanee: grazie al sistema automatico articolato tra inserimento ordine e distribuzioni inserzioni i tempi si riducono al minimo permettendo di avere risposte istantanee 
  • Monitoraggio: essendo che il processo può essere seguito in tempo reale si possono ottenere molti dettagli in merito al suo andamento. In questo modo gli inserzionisti possono rendersi conto su come stia procedendo il processo e intervenire quanto prima per fare ulteriori modifiche 
  • Flessibilità: si possono cambiare costantemente le campagne allo scopo di modificare il tiro e raggiungere in tal modo gli obiettivi prefissati

Se vuoi aumentare la visibilità online della tua azienda…

Non ti resta che investire nella pubblicità programmatic: riuscirai così a entrare in contatto con gli utenti giusti nel momento giusto, dando così uno slancio al tuo business. 

Perché la tua azienda dovrebbe essere presente sui social media?

Comunicazione è ormai sinonimo di social media. Telefono sempre alla mano, in un’era in cui si è connessi per la maggior parte del tempo, queste piattaforme svolgono un ruolo centrale. 

In media le persone spendono due ore al giorno per navigare sui social. Tra la massiccia presenza di utenti e creatori di contenuti, nessuna azienda non dovrebbe mai mancare su questi potenti mezzi comunicativi.

Con la digitalizzazione, il mondo virtuale è ormai una realtà a sé che viaggia in parallelo a quella fisica: la sua portata è talmente ampia da coinvolgere la popolazione a livello globale.

Essere sul web è ormai imprescindibile per farsi conoscere, avendo così una maggiore visibilità e creando nuove opportunità

I social non sono quindi soltanto strumenti per condividere post personali o in cui sono protagonisti solo influencer e personaggi famosi. 

Avere una presenza su questi mezzi permette di dare vita a una vera e propria community, fidelizzando così gli utenti e creando nuovi sbocchi per il business. Per questo, oltre ad avere un sito web, è importante per le aziende avere un profilo sui vari social, la cui gestione dovrebbe essere inserita tra le strategie di comunicazione. 

In questo articolo in particolare analizzeremo l’importanza di essere sui social media per creare opportunità di business e come l’azienda dovrebbe muoversi per ottimizzare la sua presenza in queste piattaforme:

  • i social per aumentare la Brand awareness
  • i vantaggi di essere sui social media 
  • come scegliere le piattaforme ottimali per l’azienda

In particolare in merito a quest’ultimo punto approfondiremo come scegliere le piattaforme ottimali per l’azienda in particolare tra: 

  • Facebook
  • Instagram
  • LinkedIn 
  • Twitter 
  • Tik Tok
  • Youtube

i social media per aumentare la brand awareness

I social media per aumentare la Brand awareness: una vetrina per un ampio pubblico

Essere presenti sui social media è una garanzia per aumentare la reputazione del business. Le aziende potranno in tal modo contare su una vera e propria vetrina, aprendosi a un pubblico molto ampio fatto di consumatori e di potenziali partner.

Una strategia di social media marketing è imprescindibile per incrementare la Brand awareness ovvero il grado in cui il pubblico di riferimento conosce il marchio e la sua capacità di ricordarlo, ricollegandolo a specifici prodotti e servizi. 

Per incrementare la conoscenza della marca, i social rappresentano una carta vincente in quanto permettono di avvicinarsi a un ampio target: questo grazie anche a campagne targettizzate con cui focalizzarsi su una sua porzione specifica di pubblico. 

Per centrare questo obiettivo i contenuti realizzati dall’azienda non dovranno essere improvvisati, ma pianificati e studiati nei minimi dettagli. In generale è importante portare la propria Brand image anche sui social, per dare voce all’azienda sul web.

In questo processo si può raccontare la storia del marchio e le sue attività attraverso lo storytelling, narrativa con cui si comunica l’identità del marchio generando emozioni nel pubblico di riferimento.

I social media si prestano molto a questo tipo di comunicazione attraverso contenuti dedicati grazie a cui incrementare interazioni e di conseguenza la notorietà. 

L’obiettivo infatti è quello di coinvolgere gli utenti quanto più possibile, evitando comunicazioni unidirezionali. In questo possono venire in aiuto anche le call to action, per spingere il proprio pubblico a compiere determinati comportamenti, creando così un ponte tra l’azienda e gli utenti. 

i social media per le aziende i vantaggi

Social media per le aziende: tutti i vantaggi

Vista la popolarità dei social e la diffusa presenza degli utenti, per le aziende è ormai fondamentale essere su questi mezzi comunicativi dagli innumerevoli vantaggi. 

Tra questi spicca, oltre a incrementare la Brand awareness, l’aumento delle possibilità di vendita. Condividere contenuti con costanza significa essere a contatto ogni giorno con un ampio numero di potenziali clienti. 

Questo anche grazie alle possibilità di dare vita a campagne pubblicitarie targettizzate in modo che l’annuncio arrivi alle persone più interessate al suo contenuto: attività che se inserite in un Funnel marketing efficace possono aumentare in modo significativo il numero delle vendite.

Inoltre essere social permette di aumentare il traffico sul proprio sito aziendale portando gli utenti fidelizzati a navigare di più tra le sue pagine o spingendo nuovi utenti a visitarlo. 

Sempre in termini di sito, impattano in positivo anche sulla SEO aiutando a posizionarsi più in alto nella SERP di Google, proprio grazie ai link delle pagine social che rimandano al sito. 

Altro vantaggio è rappresentato dalla loro capacità di offrire dati di ogni tipo: dai competitor, ai trend del momento, alle novità del settore di riferimento, alle abitudini del proprio target.

Inoltre una volta messa in atto la propria strategia di social media si potranno monitorare i suoi risultati attraverso gli strumenti di analytics offerti da queste piattaforme per comprendere il gradimento di un contenuto, controllando i dati legati a interazione e diffusione. 

Essere sui social significa avere riscontri immediati sui prodotti offerti potendo così mettere in campo migliorie. 

Non da ultimo permettono di creare maggiore connessione con i potenziali clienti. 

come scegliere le piattaforme ottimali per la azienda

Come scegliere le piattaforme ottimali per l’azienda

A ogni attività il suo social. Questo è vero soprattutto in un’epoca in cui proliferano questi potenti strumenti comunicativi. 

In un panorama dominato da Facebook, Instagram, LinkedIn, Twitter, Youtube, Tik Tok, le possibilità sono innumerevoli, ma è importante selezionare le migliori in base al proprio tipo di attività e agli obiettivi di marketing.

Essere presenti su tutte le piattaforme, infatti, può non portare a raggiungere risultati ottimali in quanto un social può essere meno adatto rispetto a un altro in termini di contenuto comunicativo. Inoltre ogni social ne prevede tipologie differenti e questo fa sì che sia davvero molto impegnativo essere presenti su tutti.

Pertanto in una strategia di social media marketing è bene sceglierne un paio, selezionati tra i più consoni al proprio business, su cui concentrarsi totalmente.

facebook social media logo

Facebook

Facebook è uno dei social più adottati dalle aziende in quanto offre molte opportunità di business. Si tratta di una delle piattaforme di maggior utilizzo, subito dopo Youtube: è ampia la fascia dei suoi utenti, dai più giovani fino agli over 60. 

Dalla pagina aziendale a gruppi dedicati, si possono pubblicare contenuti promozionali dell’azienda. A questo si aggiunge il servizio di advertising grazie alle ADS con cui dare vita a campagne ad hoc, oppure sponsorizzare i post nonché realizzare attività di remarketing di prodotti, incrementando molto la propria visibilità. Tramite la targetizzazione di questi contenuti si ha la possibilità di raggiungere il proprio target di riferimento, riuscendo così ad acquisire in modo più immediato i potenziali clienti

instagram social media logo

Instagram

Instagram Essendo un social molto visivo, basato sulle immagini, è ideale per quelle aziende che offrono prodotti soprattutto legati all’estetica: brand di moda, design, artigianato, arredamento, non possono non essere presenti su questa piattaforma.  

Inoltre rappresenta una grande opportunità per liberi professionisti come fotografi, personal trainer, psicologi, comunicatori, in quanto permette di creare uno stretto contatto con gli utenti grazie alle modalità integrate negli ultimi anni come stories e reel. Tra i più utilizzati, solo in Italia coinvolge 25 milioni di utenti, negli ultimi anni ha avuto un’ascesa inarrestabile. L’immagine la fa da padrona e per questo per incrementare la propria visibilità su questo strumento è importante pianificare contenuti dal forte impatto visivo.

linkedin social media logo

LinkedIn

LinkedIn  è il social più adatto per farsi conoscere a un pubblico di professionisti con cui scambiare contatti. Oltre al profilo personale si può dare vita infatti a pagine aziendali in cui condividere post e articoli, in modo da farsi conoscere più da vicino e aggiornare in merito alle proprie attività. Grazie a questo social si possono creare nuove opportunità e aumentare la reputazione del marchio.

Alla stregua di Facebook e Instagram permette di creare delle Ads, creando così annunci sponsorizzati, e dare vita alle stories per contenuti più immediati.

twitter social media logo

Twitter

Altra possibilità è rappresentata da Twitter, social sinonimo di velocità grazie a cui postare contenuti istantanei. 

Vista la sua diffusione globale permette di condividere in tempo reale entrando in contatto con un ampio bacino di utenti.

Inoltre per l’azienda rappresenta uno strumento grazie a cui fidelizzare il rapporto con il cliente, dandogli un’assistenza diretta. 

youtube social media logo

YouTube

Tra i social su cui l’azienda può puntare non manca all’appello Youtube. Piattaforma  più utilizzata in assoluto, può essere scelta dalle aziende per creare un portfolio con video dedicati a specifiche attività e prodotti. Inoltre essere presenti su questa piattaforma ha il vantaggio di sfruttare contenuti video anche in altri contesti, ormai dominanti sulla scena della comunicazione.

tik tok social media logo

Tik Tok

Per le aziende più al passo con i tempi, un’opzione è rappresentata da Tik Tok. Piattaforma spopolata negli ultimi anni, soprattutto tra i giovanissimi, si basa sulla condivisione di short video. Social incentrato sull’intrattenimento e la creatività non offre possibilità solo alla generazione Z, ma anche ai business. In primo luogo ha il vantaggio di ottenere visibilità organica con facilità, avendo quindi una conseguente crescita del profilo in tempi rapidi. 

Indicato soprattutto per i prodotti destinati a un target giovane, come abbigliamento e beauty, inoltre rappresenta uno strumento di Lead generation con cui ottenere potenziali futuri clienti: la piattaforma offre un form di contatti integrato con cui carpire più informazioni dell’utente.

 

Essere sui social media è quindi fondamentale per le aziende per essere al passo con i tempi. I vantaggi sono davvero innumerevoli e pertanto è necessario implementare questi strumenti nella propria strategia comunicativa. 

Content Marketing: come creare una strategia efficace

Attirare il pubblico attraverso una calamita fatta di contenuti di valore. Il content marketing è uno strumento molto potente per fidelizzare gli utenti e raggiungere obiettivi in termini di vendite.

Basato sulla produzione e diffusione di informazioni volte a educare, divertire e coinvolgere, si tratta di un approccio strategico di marketing consistente nel ricorrere a testi scritti, video e immagini per supportare le strategie aziendali. 

Il Content Marketing Institute, punto di riferimento del settore a livello internazionale, lo ha definito: “una tecnica di marketing volta a creare e distribuire contenuti pertinenti e di valore per attrarre, acquisire e coinvolgere una target audience chiara e definita con l’obiettivo di guidare i clienti verso un’azione redditizia.” 

In questo articolo approfondiremo i vantaggi derivanti dallo sviluppare una strategia di content marketing: 

  • Il suo ruolo nel conseguire gli obiettivi di business
  • La regola d’oro per dare vita a contenuti unici
  • Le 5 P per creare una strategia di content marketing

In merito a quest’ultimo passo approfondiremo le 5 P del content marketing:

  • Pianificare 
  • Produrre
  • Pubblicare
  • Promuovere
  • Provare

Content marketing per conseguire gli obiettivi di business: tutti i vantaggi

Le origini del content marketing affondano nella metà del ‘800: per gli studiosi un primo esempio di marketing di contenuto è rappresentato dalla rivista “The Farrow”, dedicata ai consigli rivolti agli agricoltori, realizzata dall’azienda di John Deere. 

Altro esempio emblematico risale alla nascita della Guida Michelin, nel 1989, destinata a segnare la storia del turismo concentrando informazioni sui viaggi per gli automobilisti e di seguito al comparto della ristorazione.  

Negli ultimi anni il settore del content marketing ha conosciuto un’espansione capillare, diventando una delle principali strategie di digital marketing.

Avvalersi di contenuti di marketing non è più una scelta: sempre più aziende ricorrono a questa potente strategia in virtù dei tanti vantaggi che comporta.

Dall’aumento della Brand awareness, all’acquisizione di potenziali acquirenti, alla creazione di una community, alla fidelizzazione dei clienti, all’aumento del traffico sul sito e delle vendite e non da ultimo dal contribuire a farsi trovare sui motori di ricerca. 

Con il dominio del digitale e dei nuovi strumenti offerti dal web, sono innumerevoli i canali su cui si possono declinare i propri contenuti che spaziano tra testi, immagini, video, audio: articoli del blog, post per i social media, email marketing, podcast, guide, ebook, le possibilità sono vaste. 

Questi strumenti attirano i clienti che si troveranno a rimanere sui contenuti per diverso tempo in base a quanto il loro interesse viene stimolato: Inbound Marketing, il nome di questo approccio che usa il contenuto come esca per aumentare i potenziali acquirenti, trasformandoli da contatti freddi in caldi.

la regola d oro per dare vita a contenuti unici per il content marketing

La regola d’oro per un dare vita ai contenuti unici

Per far sì che la propria strategia di content marketing sia efficace è importante non improvvisare i contenuti. Per garantire la loro capacità di attirare clienti una regola vale su tutti: puntare sulla qualità

Le parole di Bill Gates, pronunciate nel 1996, “content is king” calzano a pennello in questo scenario.

Creare contenuti di valore è una garanzia non solo per catalizzare l’attenzione del pubblico, ma anche trattenerlo. Ispirare, informare, educare, convincere, sono gli obiettivi di questi contenuti che devono lasciare qualcosa in più agli utenti: il do ut des è la chiave per una strategia vincente.

Più il contenuto è esaustivo e ricco di informazioni capaci di soddisfare le esigenze dell’acquirente, più questo sarà disposto ad aumentare il tempo di interazione.

In fatto di contenuti di qualità, il valore può essere declinato in svariate modalità: 

  • pratico, risolvendo problematiche con soluzioni concrete
  • formativo, per insegnare qualcosa all’utente
  • emotivo, per scaturire sensazioni nel target, approfondendo tematiche a cui è legato
  • espressivo, originale e accattivante lascia un segno nel pubblico attirando l’attenzione

Oltre a monopolizzare il pubblico, creare contenuti di valore permette di ottimizzare la propria posizione nei motori di ricerca su Google: il content marketing è infatti fondamentale per migliorare il posizionamento SEO.

Il punto di partenza per creare contenuti di qualità è quello di capire di cosa hanno bisogno le persone che si desidera raggiungere. Il pubblico di riferimento va studiato, per comprendere il suo profilo, in modo da tarare il tipo di contenuto in base alle sue necessità. 

Altro aspetto da approfondire è l’analisi del contesto, studiando come si muovono i competitor in fatto di contenuti. 

5 passi per creare una strategia di content marketing

I 5 passi per creare una strategia di content marketing 

Per quanto riguarda la fase operativa di creazione dei contenuti la fa da padrone il blog, sezione del sito nella quale l’azienda può condividere notizie, approfondimenti sui suoi prodotti nonché raccontare la sua storia e fornire risposte ai dubbi più comuni del suo target. Questi contenuti possono essere declinati anche come post per i social o materiale per creare podcast.

Per ottenere una strategia di content marketing efficace è necessario seguire 5 passi imprescindibili, che trovi qui sotto. 

Se vuoi approfondire l’argomento, abbiamo pubblicato un ebook in cui entriamo nel vivo di queste tematiche. Clicca qui per andare al download.

Ma torniamo a noi. Ecco i 5 step della strategia content:

 

#1   Pianificazione della strategia content tramite piano editoriale

La pianificazione è tutto e per pubblicare con continuità non può non essere curata. Detto anche PED, il piano può essere articolato in varie tipologie di contenuti, come ad esempio rubriche tematiche scelte in base alle necessità del pubblico, prevedendo scadenze con cui stabilire pubblicazioni precise. Questo permette di avere una sorta di calendario con cui assicurarsi una presenza costante. Nella sua stesura non dovrebbe mancare un focus sugli obiettivi che l’azienda si pone con questa strategia di marketing

il piano editoriale del content marketing

#2   Produzione di contenuti di valore

Dopo la parte di pianificazione si passa a quella pratica generando i contenuti pianificati. Per farlo si può individuare una figura dell’azienda preposta alla loro produzione o avvalersi di un esperto del settore o di un’azienda specialista in questo ambito. Questa attività richiede infatti molte competenze congiunte quali marketing, comunicazione, SEO, social media marketing e grafica.

la produzione del content marketing

#3   Pubblicazione per passare alla parte pratica

Questa è una fase ancora più operativa rispetto alla produzione dei contenuti. Si tratta di un momento cruciale in cui i contenuti diventano a disposizione del pubblico. Per avere una strategia di content marketing ottimale la puntualità è tutto ed è, quindi, importante non saltare giorni nella pubblicazione per creare continuità, fidelizzando così il rapporto con gli utenti.

la pubblicazione

#4   Promozione del contenuto

La fase di promozione è certamente importante: pubblicare non basta. Una strategia di marketing è vincente grazie alle attività di promozione che permettono di aumentare la visibilità. Se si condivide sul blog un articolo questo richiama più utenti se accompagnato da contenuti social che portano al suo link.

la promozione del content marketing

#5   Provare per trovare la giusta strada

Anche nella content creation la sperimentazione è tutto. Per questo testare strade diverse è fondamentale: in ogni caso per capire se si è azzeccata la via giusta è necessario monitorare i risultati in termini di traffico, di lead acquisiti e di interesse dimostrato dal pubblico. 

il provare del content marketing

In conclusione possiamo dire che implementare nell’attività aziendale il content marketing è quindi una chiave vincente attraverso la quale trarre innumerevoli vantaggi. Se applicato correttamente, il content marketing, porta un aumento della notorietà, delle vendite e dei potenziali acquirenti. In un mondo fatto di informazioni costanti che inondano il pubblico spesso in maniera stressante, questo tipo di strategia si rivela un’arma potentissima.

L’importanza del piano marketing strategico e 5 step per crearlo

Per realizzare gli obiettivi dell’azienda il piano marketing strategico è di vitale importanza.

Come la bussola per il capitano di una nave, il marketing plan guida in questo percorso i manager, contribuendo alla pianificazione delle strategie e decretando così il successo del business.

 

Che si tratti di un’azienda di grandi dimensioni o di una start-up, questo strumento è fondamentale, rappresentando un vero e proprio piano d’azione.
Con un approccio strutturato, analitico e proattivo, basato su una visione d’insieme del mercato di riferimento, delinea gli step da realizzare per raggiungere specifici scopi.

Due persone che parlano e creano una strategia di marketing

Piano marketing, documento di vitale importanza: dalle funzioni alle caratteristiche

Organizzare, migliorare il marketing dell’azienda e aumentare le vendite. Questi sono alcuni dei risultati che si possono ottenere dall’applicazione del piano marketing strategico e per questo è di vitale importanza realizzarlo.

Grazie alla sua efficacia si riuscirà ad avere un’idea chiara di come muoversi, riuscendo a centrare gli obiettivi aziendali: come nella vita, anche nel business la pianificazione è tutto per raggiungere specifiche mete, senza vagare a vuoto, ottimizzando così i tempi.

Per far sì che sia funzionale quanto più possibile è necessario che il marketing plan sia:

  • chiaro, elemento fondamentale per un piano marketing funzionale in cui siano ben delineati gli obiettivi aziendali;
  • conciso, i dati devono essere funzionali e non dovrebbe essere creato un documento troppo lungo per evitare di creare confusione;
  • perseguibile, in quanto è necessario che sia basato su una serie di azioni concrete.

La sua realizzazione gioca un ruolo centrale permettendo di non perdere la rotta.

Grazie a questo documento di pianificazione si mette nero su bianco una precisa strategia composta da obiettivi azioni ben definite per perseguirli, riuscendo così a ottimizzare i processi, facendo crescere l’azienda e aumentando le vendite e di conseguenza i fatturati.

 

Tre quaderni a spirale

Marketing plan, la bussola del business: quando redigerlo

Il piano di marketing strategico è utilizzabile sia da aziende di grandi dimensioni, sia di ridotte, ma anche da singoli professionisti.

Nelle aziende viene di solito redatto dal reparto marketing, dai suoi responsabili o da un collaboratore esterno specializzato, una volta all’anno, per dettare la linea da seguire dal marketing per raggiungere gli obiettivi prefissati nell’ambito del business plan. 

Oltre alla sua stesura annuale, durante i mesi successivi si possono attuare revisioni e modifiche in base all’andamento dell’attività: si tratta infatti di un documento dal carattere dinamico, ideato per un mercato in continua evoluzione.
Questo documento inoltre è fondamentale quando si stanno lanciando nuovi prodotti o servizi, si sta pianificando una nuova campagna promozionale o pubblicitaria, si sta espandendo il business o se ne sta creando uno nuovo, si desidera migliorare l’immagine o le relazioni pubbliche aziendali.

 

Le 5 fasi del piano marketing

Sono cinque, le fasi di cui si compone il piano marketing. È importante prestare attenzione a ognuna di queste per la sua riuscita in modo tale da raggiungere al meglio gli obiettivi aziendali.
Ognuno di questi step rappresenta una parte fondamentale per creare il marketing plan nella sua interezza.

1. Analisi dello scenario: il punto di partenza del piano marketing

I lavori per la creazione di marketing plan partono dalla comprensione dello scenario di riferimento.
In questa fase è fondamentale occuparsi di un’attenta raccolta di tutti gli elementi che caratterizzano il mercato attuale.
Dalle sue tendenze, alle sue opportunità, ai suoi rischi, agli scenari futuri, più si farà una descrizione dettagliata, più si porterà a termine in modo ottimale questa fase.

Il suo obiettivo è infatti quello di avere una fotografia di quello che è il settore di riferimento, con uno sguardo al passato e al futuro.
Inoltre è bene raccogliere quante più informazioni possibili sul cliente tipo: grazie agli strumenti offerti dall’online questo è reso sempre più facile vista la grande quantità di dati a disposizione. Dai social network, ai forum, è possibile delineare le sue caratteristiche comuni oltre che rilevarne le abitudini di acquisto.

Tutto questo aiuterà a scendere nel dettaglio riuscendo così a definire la buyer persona: con una conoscenza approfondita del cliente se ne potranno apprendere i bisogni creando un rapporto di maggiore connessione.
Oltre a questo si riuscirà a rilevare quanto sia davvero profittevole il target, come riuscire a raggiungerlo al meglio e spingerlo all’acquisto.

In questa fase si ricorrere all’analisi SWOT, pianificazione strategica molto conosciuta grazie a cui le aziende apprendono i punti di forza, di debolezza, minacce e opportunità del progetto.
Altro strumento utilizzato durante questo step è l’analisi dei competitors per comprendere a che punto si trovi l’azienda rispetto a loro e le strategie necessarie per differenziarsi, spiccando così sul mercato.

 

2. Definizione degli obiettivi, le fondamenta del piano strategico

Dopo aver analizzato il contesto, è tempo di definire gli obiettivi aziendali in base alle considerazioni raccolte durante la prima fase.
Come le fondamenta di una casa, questo step è la base su cui sviluppare il marketing plan.
Nella messa a punto di questi si dovrà utilizzare un approccio S.M.A.R.T., acronimo volto a indicare cinque qualità imprescindibili in qualsiasi obiettivo:

  • Specifico (specific), ovvero focalizzato e ben definito;
  • Misurabile (measurable), in quanto sono necessari numeri concreti per comprendere se si stia perseguendo la strada giusta;
  • Raggiungibile (achievable), in quanto è importante sì puntare in alto, ma step by step;
  • Rilevante (relevant)la sua importanza fa leva sulla motivazione nel perseguirlo;
  • Basato sul tempo (time-based), attraverso la definizione di una scadenza, senza la quale il suo raggiungimento può diventare dispersivo, portando a slittamenti.

 

Diverse persone impegnate in una riunione

3. Pianificazione strategica: il cuore del piano di marketing

Dopo aver analizzato il contesto e individuato gli obiettivi, è tempo di dedicarsi alla pianificazione. Si tratta di una fase centrale per poter delineare le azioni da applicare per concretizzare gli obiettivi delineati.

Conosciuto anche come marketing mix, in questo step si devono individuare le mosse da attuare ricorrendo a strumenti definiti come leve del marketing.
È negli anni Sessanta che il professore di marketing Jerome McCarthy le ha delineate con le 4 P del marketing: 

  • product (prodotto), ovvero il servizio/bene commercializzato;
  • price (prezzo), consistente nel prezzo a cui viene offerto sul mercato
  • placement (luogo), corrispondente nel luogo, sia fisico, sia virtuale, in cui viene creato;
  • promotion (promozione), ovvero l’insieme delle attività di promozione per creare valore intorno al prodotto.

Oltre a questi aspetti, il piano marketing tiene conto di aspetti legati al consumatore, grazie al modello della 4 C di Robert Lauterborn:

  • consumer (consumatore), ovvero l’analisi del target obiettivo allo scopo di delineare i bisogni del consumatore;
  • cost (costo), corrispondente al costo in cui si considerano anche fattori come il tempo per acquistarlo;
  • convenience (comodità), ovvero la facilità nel reperire;
  • communication (comunicazione), corrispondente alla comunicazione orientata al cliente per poter creare con lui una relazione di fiducia.

 

4. Analisi delle strategie: dal piano ideato alla sua applicazione

In mano obiettivi e strumenti per realizzarli, è tempo di mettere in atto il piano operativo per conseguirli. Si potrà così avere una chiara definizione delle azioni da compiere per applicare nel concreto il marketing plan, raggiungendo in tal modo gli obiettivi prefissati.

Dopo lo studio, le analisi e le considerazioni emerse durante le precedenti fasi, unendo tutti i risultati ottenuti si passa a questo step più pratico con le azioni vere e proprie.

 

5. Controllo dei risultati: l’ultimo gradino

L’ultima fase del piano marketing prevede il monitoraggio del lavoro svolto. Dopo aver messo il piano in azione si tracciano i suoi risultati nel lungo periodo.

Gli strumenti digitali permettono di poter raccogliere una vasta gamma di informazioni. Importante individuare l’andamento delle azioni svolte attraverso i Key Performance Indicators. Si tratta di indicatori misurabili in maniera quantitativa, fondamentali per valutare le performance del piano marketing e correggere eventualmente il tiro.

 

Conclusione: l’approccio strategico è fondamentale per raggiungere i propri obiettivi

Per ottenere ciò che si vuole, bisogna prima decidere cosa si vuole. E poi capire quale strada per raggiungere i propri obiettivi.

Questo vale per tutto nella vita. Il marketing e il business non fanno eccezione. Oggi sviluppare una strategia di marketing coerente con le proprie necessità e allineata al proprio contesto è di primaria importanza per ottenere risultati concreti.

 

 

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Direct to consumer: un nuovo modello di business

Dalla produzione, al confezionamento, alla spedizione, tutto a capo di un’unica realtà. Il modello di business Direct to Consumer è sempre più diffuso: diventato un trend del mercato, è implementato da un numero crescente di realtà, tra colossi e piccoli marchi.

 

In questo articolo approfondiremo questo modello analizzando la sua diffusione e la sua presenza sempre più capillare, rappresentando un’opzione scelta da molte realtà. Toccheremo diversi temi riguardanti il D2C:

  • Una strategia in crescita
  • Un modello versatile
  • Opportunità e vantaggi
    • Ridurre i costi
    • Creare rapporti con gli utenti
    • Aumentare reputazione del brand
    • Raccogliere dati sui clienti
    • Lanciare velocemente nuovi prodotti
    • Testare prodotti con più margine

In italiano vendita diretta al cliente, con questo sistema il prodotto viene creato nella struttura di un’azienda ed è lei stessa a distribuirlo nei propri canali come per esempio e-commerce, social e punti vendita monomarca.

Di recente nascita, noto anche con l’acronimo D2C e DTC, si basa sull’eliminazione nel business della presenza di intermediari: modello verticale, ha come protagonista solo l’azienda che si occupa di tutti gli aspetti dei propri prodotti, diventando così autosufficiente in tutte le fasi.

 

La diffusione del Direct to Consumer: strategia sempre più in crescita

A differenza del modello B2C, business to consumer, incentrato sulla vendita tramite una rete di distribuzione, esempio fra tutti Amazon, nel Direct to Consumer i prodotti vengono venduti direttamente dall’azienda al cliente finale. In questo modo si bypassano tutti quei soggetti che si frappongono tra essa e il consumatore finale. Dicendo addio ai distributori, si riducono i costi, di conseguenza si incrementa la marginalità e si crea una maggiore connessione con gli utenti.

Questa tipologia di business, seppur applicabile anche ai negozi fisici, ha conosciuto una maggiore diffusione a seguito della presenza sempre più capillare nella vita dell’online, in particolare degli e-commerce.

Gli acquisti sul web dominano ormai la scena, soprattutto a seguito dello scoppio della pandemia. Con la diffusione del Covid questo modello è stato visto come un’ancora di salvezza.
Tra il verificarsi di stop nella catena di approvvigionamento e ritardi nei processi produttivi, molte aziende si sono affidate al D2C, affiancando alla vendita al dettaglio la modalità online. Curando tutta la parte di digital marketing molteplici realtà hanno visto così intatte le loro vendite o almeno hanno contenuto le diminuzioni nelle vendite.
Pertanto negli ultimi tempi non solo sempre più realtà hanno implementato questa strategia, ma ne sono nate nuove incentrate solo su questo modello di business.

 

D2C, una soluzione per ogni settore: modello versatile con cui ridurre i costi e avvicinarsi ai clienti

Il modello D2C continua a incrementare la sua popolarità in quanto i clienti si rivolgono sempre più agli acquisti online, realizzati comodamente dalle loro case.

Subentrato una quindicina di anni fa, un numero crescente di aziende lo applicano in quanto permette di contenere i costi. Solo poco tempo fa per vendere i prodotti spesso era immancabile il rivolgersi a grossisti e rivenditori fisici: alternative sicuramente valide, ma che comportano riduzioni dei margini a causa dei maggiori costi.
Per dire addio a questo il Direct to Consumer è la svolta, permettendo alle aziende di avere un accesso diretto al cliente.

Emblematico il caso di Nike che si è mossa verso questo modello a partire del 2018 allo scopo di avvicinarsi ai suoi consumatori e allontanarsi dai retail, puntando sull’online e sui negozi monomarca. Una strategia vicende che ha fatto esplodere le vendite grazie al suo e-commerce proprio durante il periodo pandemico.

Applicabile a tutti i settori, è un’opzione molto utilizzata nel mondo del fashion e del beauty.
Esempio significativo quello di Glossier, marchio di skincare realizzato da Emily Weiss. A seguito della creazione di un suo blog, attorno al quale ha dato vita a una vera e propria community di donne, accomunate dal voler affrontare problematiche cutanee, ha creato un impero basato sul D2C, diventando un punto di riferimento del settore.

Direct to Consumer: opportunità e vantaggi

Sempre più diffuso, il Direct to Consumer apporta notevoli vantaggi alla vita del business quali:

Ridurre i costi

Eliminando i distributori si abbattono le barriere al profitto. Dicendo addio alla presenza di intermediari e le spese che ne derivano, si riducono i costi, riuscendo anche a monitorare maggiormente i margini sui guadagni.

 

Creare rapporti diretti con gli utenti

Avvicinarsi agli utenti, stabilendo un rapporto diretto, permette di toccare con mano le loro necessità. In questo modo si potranno personalizzare i prodotti in base alle preferenze rilevate. Questo modello può quindi portare ad aumentare la soddisfazione dell’acquirente e anche a fidelizzarlo con iniziative create ad hoc, come prove prima dell’acquisto. Nel caso della vendita attraverso intermediari questo non sarebbe possibile, in quanto si perde il contatto con il consumatore.

 

Aumentare la reputazione del brand

In un mondo dominato da una quantità stratosferica di prodotti, aumentare la reputazione del proprio brand può essere un grande vantaggio competitivo. Avere una vendita diretta significa curare il proprio e-commerce ed essere presenti sui social network per promuoverlo: questo permetterà di differenziarsi ed essere percepiti come esperti del settore, incrementando la propria Brand Awareness.

 

Raccogliere dati sui clienti

Avendo il contatto finale con loro se ne possono raccogliere grandi quantità e di ogni tipo. L’azienda si occupa infatti della distribuzione e monitora in via diretta le vendite tramite propri canali, come l’e-commerce. Si avrà così l’opportunità di comprendere i comportamenti degli utenti e le leve che li spingono all’acquisto o le pagine su cui navigano per più tempo. Questo consente di fare eventuali modifiche al sito, migliorando le parti che vengono prese meno in considerazione.

 

Lanciare velocemente nuovi prodotti sul mercato

Dato che tutto il progetto è nelle mani dello stesso soggetto, che può decidere in libertà i tempi e le modalità della suo ingresso nel mercato, senza dover sottostare a eventuali vincoli dettati da altri, è possibile lanciare nuovi prodotti con molta più velocità.

 

Testare i prodotti con più margine

Questa strategia permette di fare esperimenti prima di eventuali lanci. In questo caso vengono in aiuto strumenti come le newsletter e i social media, attraverso cui comunicare ai clienti il possibile arrivo di un nuovo prodotto, raccogliendo così i loro feedback utilissimi per la sua versione finale.

 

 

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UX Design: i nuovi trend

Aumentare la soddisfazione degli utenti, garantendogli un’esperienza ottimale. L’UX Design, User Experience Design, è l’insieme delle attività volte a incrementare il gradimento del pubblico, migliorando l’esperienza complessiva.

L’utente è al centro di questa attività volta a catalizzarne l’attenzione, portandolo ad acquistare un prodotto o un servizio.

 

Con l’avvento del digitale l’User Experience Design è incentrata principalmente sulla creazione di interfacce per sitiapp piattaforme. A occuparsene è l’UX Designer, figura sempre più richiesta sul mercato. Questa disciplina, in costante aggiornamento, non può non essere al passo con i tempi, adattandosi ai trend del momento.

Ma come costruire una User Experience efficace per aumentare la soddisfazione dei propri clienti?
In questo articolo tratteremo le caratteristiche della UX Design comprendendone l’importanza.

ux design web marketing graphic interface

UX Design, dagli anni Novanta a oggi: una disciplina imprescindibile per il successo del business

Negli anni Novanta è stato Donald Norman, studioso di scienze cognitive e psicologia, a introdurre il termine UX Design per indicare tutti gli aspetti inerenti l’interazione con un prodotto o un servizio. Guru di questa disciplina ha permesso di far comunicare tra loro la tecnologia e la psicologia, ambiti fino ad allora separati.
I suoi studi sono tuttora molto attuali, seppur adattatisi all’evoluzione e agli avanzamenti tecnologici.

Donal ha fondato nel 1998, al fianco di Jakob Nielsen, la Nielsen Norman Group, società americana di consulenza per interfacce utente computer e User Experience. Questa ha delineato lo UX Design come l’insieme degli aspetti destinati all’interazione dell’utente finale con l’azienda, i suoi prodotti e i suoi servizi.

 

User Experience Design: uno strumento per attrarre gli utenti

Il ruolo dello UX Design è molto importante per il successo di un business, attraendo gli utenti attraverso un’esperienza di acquisto ottimale, quanto più possibile gradevole, o nel caso dei siti, una navigazione piacevole e funzionale.

Quindi con lo User Experience Design si progettano gli elementi relativi all’esperienza del cliente come estetica, funzionalità e usabilità, mettendo al centro i suoi bisogni.

Applicabile in qualsiasi settore, dai prodotti a servizi, con la crescita del mondo digitale negli ultimi anni le sue attività riguardano in gran parte questo settore. Tra siti, sistemi operativi, app, in generale questa disciplina è sempre più legata ai prodotti digitali.

 

web development sviluppo siti web

UX Design, tra estetica e funzionalità: l’esperienza degli utenti si fa bella e utile

Con lo UX Design vengono dettate le regole per rendere quanto più possibile gradevole l’esperienza degli utenti durante la navigazioni tra siti, app e contenuti digitali. Sono innumerevoli le discipline che vengono messe in campo in questo senso: dal marketing, alla psicologia, alla tecnologia, al design.
Curare questo aspetto è di vitale importanza in quanto rappresenta un biglietto da visita per coloro che entrano a contatto con una realtà sul web, decretandone così anche la loro trasformazione in clienti finali.

Pertanto la sua esperienza viene progettata in ogni dettaglio, permettendogli di scoprire il prodotto e le fasi della sua creazione.

UX Designer: i nuovi trend per rendere indimenticabile l’esperienza degli utenti

In merito allo UX Design si sono diffusi negli ultimi tempi nuovi trend, dettati per rispondere alle richieste da parte degli utenti e del mercato:

 

Dominio del mobile

Il dominio del mobile influenza anche l’UX Design. Il mobile first viene prima di tutto facendo sì che si costruisca l’esperienza dell’utente pensandola per i dispositivi mobili. Ormai sempre più persone acquistano e navigano sul web tramite lo smartphone. Proprio per questo è importante sviluppare piattaforme e siti adattandoli all’approccio responsive in modo da garantire un’esperienza ottimale all’utente anche quando naviga dal telefono.

mobile first web marketing app

Modalità scura

La modalità scura è sempre più richiesta sia per siti, sia per app. Gli utenti ne apprezzano l’impatto visivo che sembra aiutarli nella lettura del testo e nel coglierne i dettagli. A tutto questo si aggiunge anche il vantaggio di preservare la durata della batteria. Per ora utilizzata per la maggior parte sul mobile, potrebbe anche dominare la scena del desktop: pertanto questo elemento va implementato quando si crea la UX Experience, offrendo ai consumatori questa opzione.

Ricerca vocale

La ricerca vocale è ormai molto utilizzata dai consumatori. Strumenti come Google Assistant e Alexa sono estremamente in voga, in quanto i comandi vocali dimezzano i tempi di ricerca. Le voice user interface pertanto sono da integrare nel sito per agevolare l’utilizzo degli utenti che potranno interagire con maggior facilità, azionando comandi con la loro voce.

voice research customer care user experience

 

Micro-interazioni

Le micro-interazioni sono destinate a rendere più umana la piattaforma. L’utente interagisce con un’interfaccia e la presenza di elementi che spuntano quando compie determinate operazioni aumenta la sua permanenza. Da colori che cambiano in base ai tasti che aziona, a vibrazioni, ad animazioni, questi elementi lo stupiranno mantenendo la sua attenzione.

 

Design accattivante

Il design è sempre più accattivante; ricorre a grafiche 3D, alla riproduzione di ambienti digitali aggiungendone profondità attraverso ombre, rilievi e sfocatura per un risultato contemporaneo con cui attrarre gli utenti. Il neomorfismo è uno stile grafico di grande tendenza negli ultimi tempi: consiste in una modalità di realizzazione delle interfacce partendo da oggetti del reale e portandoli nel mondo digitale, dandogli profondità. Inoltre dovrà essere sempre più curata la qualità delle immagini, incrementare la leggibilità e rendere la navigazione più agevole.

graphic design app develpment sito web

 

 

Appendice: chi è lo UX Designer, professione sempre più richiesta

Esiste una figura preposta a curare l’esperienza degli utenti: l’UX Designer, professionista sempre più richiesto. Si tratta di un designer che si è specializzato nell’ambito della progettazione dell’esperienza del consumatore facendo sì che risponda quanto più possibile alle sue esigenze.

Esistono corsi dedicati per formarsi in questo settore: sempre più richiesta sul mercato, questa figura racchiude all’interno innumerevoli competenze e abilità. 

Tra queste la capacità di ricerca, fondamentale in quanto la sua attività è basata su un lavoro di analisi del pubblico di riferimento destinato a vivere la User Experience.
Nel profilo dello UX Designer non deve mancare l’empathy design, termine volto a indicare la capacità di mettersi nei panni dell’utente finale, pensando dal suo punto di vista.

A tutto questo si aggiungono le abilità grafiche, fondamentali per occuparsi di tutta la parte di progettazione dell’esperienza di acquisto. Da programmi come Adobe After Effects ad Adobe Illustrator, si può trovare a dover realizzare elementi per siti e app nonché prototipi dell’interfaccia con cui l’utente finale si troverà ad approcciarsi.

Questa figura racchiude anche skills comunicative in quanto si trova spesso ad aver a che fare con molte persone di altri ambiti dell’azienda come quelli dedicati a marketing e vendite.

Altro elemento imprescindibile è la creatività: il suo lavoro richiede soluzioni fantasiose con cui risolvere i problemi dei clienti, costruendo tutti i pezzi dell’architettura della loro esperienza d’acquisto rendendola quanto possibile più accattivante.

Spesso l’attività di Ux Design è accomunata a quella dedicata alla User Interface, UI: quest’ultima è legata agli aspetti progettuali di un prodotto o agli elementi grafici con cui viene creata l’interfaccia a differenza della UX che riguarda la User Experience nel suo complesso.

 

Incentivi PMI: bando per Ecommerce e Web Marketing

Bando per potenziare le PMI italiane a livello internazionale: scade il 31 maggio

Simest ha aggiornato i bandi già esistenti per l’internazionalizzazione delle piccole-medio imprese.

 

Questi sfruttano le risorse rilasciate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), con l’obiettivo di sostenere i progetti di transizione digitale e ecologica.

Il Fondo 394/8 è gestito da Simest ed è finanziato dall’Unione Europea, per il progetto NextGenerationEU.

 

finanziamento ecommerce marketing web crm marketplace money

Quali sono le finalità del finanziamento?

Il bando è finalizzato a sviluppare i progetti ecommerce delle PMI nei paesi esteri. 

In particolare i finanziamenti agevolati a fondo perduto sono finalizzati a:

  • creazione di un ecommerce proprietario
  • miglioramento di una piattaforma già esistente
  • vendita tramite piattaforme di terzi, come i marketplace
  • sviluppo di un progetto di web marketing finalizzato alla vendita online

A chi è rivolto il bando?

La domanda di finanziamento può essere richiesta dalle PMI o dalle startup innovative che rispettino i seguenti requisiti:

  • che abbiano sede legale in Italia (anche “Rete Soggetto”) costituita in forma di società di capitali (quindi S.p.A., S.r.l., S.a.p.a. e S.r.l.s.)
  • che abbiano depositato presso il Registro imprese almeno 2 bilanci relativi a due esercizi completi
  • con un fatturato annuo inferiore a €50 milioni e con meno di 250 dipendenti

 

Di che cifre stiamo parlando?

I richiedenti del Fondo 394/81 non potranno ricevere un finanziamento superiore al 50% dei ricavi medi degli ultimi 2 bilanci.

I dettagli sugli importi sono i seguenti:

  • Nel caso di sviluppo o miglioramento del sito ecommerce proprietario: il minore tra €300mila e il 15% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi 2 bilancio
  • Nel caso di vendita su una piattaforma di terzi (marketplace): il minore tra €200mila e il 15% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi 2 bilanci
  • L’importo minimo è €10mila

Inoltre, sarà possibile chiedere una quota di co-finanziamento a fondo perduto sulla richiesta di finanziamento:

  • fino al 40% dell’importo del finanziamento richiesto, se l’impresa ha una sede operativa da almeno 6 mesi in una di queste regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia
  • fino al 25% dell’importo del finanziamento richiesto, se l’impresa non ha nessuna sede operativa nelle regioni appena citate

 

bando 2022 pmi italia business marketing

Quali sono le attività finanziabili?

progetti per i quali sarà possibile richiedere il finanziamento sono suddivisi in 3 macro-gruppi:

A – Sviluppo di un sito ecommerce o vendita tramite marketplace

  • realizzazione e sviluppo sito ecommerce 
  • hardware software
  • software per aumentare funzionalità, come CRM, programmi per gestire ordini, circuiti di pagamento o realtà aumentata.
  • sviluppo app
  • spese per la vendita su un marketplace di terzi

B – Investimenti per un sito ecommerce o per la vendita su marketplace

  • spese per il dominio del sito e l’hosting
  • fee per l’utilizzo dell’ecommerce o del marketplace
  • spese per contenuti o grafiche
  • spese per gestione della piattaforma, per monitorare, tracciare e analizzare i dati
  • spese per consulenze legate allo sviluppo o all’eventuale modifica dell’ecommerce
  • spese per la registrazione, omologazione e tutela del marchio
  • spese per eventuali certificazioni internazionali dei prodotti

 

C – Spese per promozione, web marketing e formazione

  • spese per l’indicizzazione del sito ecommerce o del marketplace
  • spese per attività di digital marketing
  • spese per attività di comunicazione
  • spese per la formazione del personale interno riguardo alla gestione e al funzionament

 

Come si richiede il finanziamento?

Si può richiedere il finanziamento una sola volta, dal portale Simest, a questo link.

Gli step da seguire per fare domanda sono 3:

  • registrarsi al portale
  • compilare la domanda di finanziamento, con sottoscrizione digitale da parte del legale rappresentante
  • inviare la richiesta tramite lo stesso portale

 

Come è erogato il finanziamento?

Il finanziamento è erogato in 2 tranche, sul conto corrente del richiedente:

  • La 1° tranche è pari al 50% del finanziamento, erogata entro 30 giorni dalla data di adempimento delle eventuali condizioni sospensive
  • La 2° tranche consiste nel restante 50%, nel limite delle spese riconosciute, e sarà effettuata dopo che Simest avrà ricevuto il rendiconto delle spese sostenute. Il tutto a patto che queste superino l’importo già erogato

 

Dove trovo maggiori informazioni?

Ecco alcuni link utili per saperne di più sul Fondo 394/8:

 

 

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Come costruire una Brand Identity differenziante

In un mondo sempre più affollato di marchi, prodotti e realtà online, per far emergere il proprio brand è necessario distinguersi.

Per portare a termine questa missione è imprescindibile lavorare sull’identità del proprio business, e costruire una Brand Identity efficace gioca un ruolo fondamentale per raggiungere questo obiettivo.

Si tratta di un processo volto a definire la personalità del marchio, in modo tale da renderlo immediatamente riconoscibile alle persone.

 

Concetto sempre più diffuso, indica l’insieme di elementi volti a dare vita all‘identità con cui si desidera essere percepiti: dalle caratteristiche psicologiche, quali tono, valori, a fisiche, come visive, tattili, olfattive, uditive. L’obiettivo finale è quello di aumentare la Brand Awareness, ossia la sensazione di sicurezza e affidabilità legata al marchio, capace di infondere fiducia e portare i consumatori all’acquisto.

Ma come costruire un’identità di successo per migliorare la propria reputazione e affermarsi tra la vastità dei nomi sul mercato?

In questo articolo tratteremo gli step per dare vita a una Brand Identity efficace, approfondendone l’importanza e le caratteristiche:

  • Personalità del brand
  • Impatto e coerenza
  • Elementi distintivi

Proprio in merito agli elementi distintivi verranno toccati i fattori su cui lavorare per dare vita a un’identità ben definita quali:

  • Filosofia del brand
  • Il logo come biglietto da visita
  • Naming, decisivo per il futuro del marchio
  • Voce e tono per comunicare l’identità del marchio
  • Visual branding, l’importanza dell’impatto visivo

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Brand Identity: la personalità del brand trasmessa al mondo

I marchi entrano nella coscienza collettiva come se fossero persone reali. Ognuno di loro ha un suo volto che lo caratterizza, permettendo di distinguerlo rispetto alla vastità dei competitor esistenti.

Esempio tra tutti, Coca-cola, i cui tratti distintivi ne hanno creato una fortissima riconoscibilità. Associata al colore rosso, simbolo di passione, il suo font richiama una sensazione di festa e divertimento. È infatti una bevanda da sempre consumata in occasioni conviviali o per concludere la giornata rilassandosi con gusto.

In generale il consumatore si identifica con i brand ed è portato a scegliere quelli che trova più affini alle proprie caratteristiche individuali o a cui aspira. Per diventare riconoscibili è quindi necessario avere una personalità del marchio definita: costruendo la Brand Identity se ne darà voce.

 

idea marketing business comunicazione innovazione

Come creare una Brand Identity: tra impatto e coerenza

Per costruire una Brand Identity di successo in primo luogo è importante comprendere come il processo di riconoscimento di un marchio avvenga nella mente dei consumatori.

Partendo da questa riflessione se ne ricava quanto sia fondamentale puntare su caratteristiche del brand capaci di stimolare i sensi. 

Gli elementi visivi dell’azienda diventano quindi di vitale importanza: per rendere identificabile il marchio questi devono esprimere i suoi obiettivi e valori. Si darà così vita a un’immagine capace di evocare emozioni nel pubblico che dovranno essere sempre le stesse.

Impatto e coerenza sono le parole chiave per poter riuscire a costruire un’identità del marchio forte e riconoscibile che entri nelle menti, portando ad associare un determinato prodotto a specifiche sensazioni.

 

Identità del brand: gli elementi distintivi su cui lavorare per costruirla

Nello scenario attuale non si è più semplici fornitori e pertanto non basta proporre sul mercato un prodotto per ottenere vendite e riconoscimento: per conquistare i consumatori curare la propria Brand Identity è l’unica via.

Per dare vita a un’identità del brand forte e definita è necessario lavorare su alcuni aspetti che andranno a crearla.

  • la filosofia del brand
  • il logo
  • il naming
  • la voce e il tono
  • il visual

branding marchio logo comunicazione visual design positioning

Filosofia del brand: come metterla a fuoco

Il primo aspetto da curare in questo processo è la definizione della filosofia del brand, elemento ancora più importante delle sue caratteristiche visuali.

Dietro a un marchio non sono presenti solo colori e font, ma una vera identità e la sua missione nei confronti dei consumatori.

Per riuscire a delineare le sue caratteristiche è necessario rispondere ad alcuni quesiti:

  • Cosa ha spinto a dare vita al brand?
  • A quale pubblico si rivolge il marchio?
  • Quali sono le esigenze dell’audience di riferimento?
  • Quale consumatore è interessato ai prodotti?
  • Cosa rende l’azienda diversa rispetto alle altre?

Rispondere a queste domande permetterà di avere un’idea chiara della visione della propria attività, quali siano i suoi valori tali da renderla diversa rispetto alle altre presenti sul mercato.

 

brand identity logo design marchi famosi

Logo: il biglietto da visita per essere riconoscibili

Un marchio senza logo, è come una macchina senza benzina. Questo elemento è fondamentale per imprimere nelle menti un brand. Si tratta del suo aspetto grafico e pertanto deve rappresentarla nel modo più fedele possibile: è tra i primi elementi con cui il consumatore entra in contatto.

Pertanto deve essere costruito da elementi che esprimono la filosofia dell’azienda, riuscendo a essere facilmente riconoscibile. Per questo è bene evitare immagini troppo complesse, prediligendo la semplicità.

Anche se frutto di idee brillanti e grandi abilità grafiche, sceglierne uno troppo complesso potrebbe portare confusione e renderlo difficile da adattare ai diversi media, tra sito e social. Evitando in qualsiasi modo di richiamare quelli dei competitor, altro elemento chiave è l’originalità che non deve mai mancare e con cui creare un segno grafico di forte impatto.

 

Naming: una scelta di vitale importanza per il successo del marchio

Altro step imprescindibile nella costruzione dell’identità del marchio è il naming. Si tratta di uno dei primi elementi sui cui si lavora quando si crea un’attività. Consiste nel processo di individuazione del nome dell’azienda, compito di vitale importanza per definire la sua personalità e il suo successo.

Con un panorama commerciale in cui sono tantissime le varianti già utilizzate, individuarlo non è semplice. Questo deve essere poi utilizzato sul sito, sui social e su tutti i canali in maniera coerente.

 

La voce e il tono: il potere delle parole per comunicare l’identità del marchio

Nella costruzione dell’identità del marchio è poi molto importante individuare uno stile di comunicazione coerente, domandandosi quale tipo di voce sia più in linea con la propria brand personality, nonché quale stile comunicativo soddisfi le aspettative dei propri utenti finali.

Lo spettro delle possibilità è molto ampio, potendo ricorrere a una voce più seria e autorevole fino a informale e amichevole.

Questa tuttavia non deve rimanere rigida e immutabile, ma bensì adattarsi alle specifiche situazioni.

Pertanto è bene comprendere la differenza tra voce e tono: 

  • con voce si indica il proprio stile di linguaggio identificativo, uguale in ogni canale utilizzato
  • il tono invece varia a seconda dei contesti, ad esempio rispondendo a un reclamo si utilizzerà un linguaggio differente rispetto alla promozione di un prodotto

Visual branding: il peso dell’impatto visivo nell’affermare la propria identità

Come i vestiti raccontano molto di noi, anche gli elementi grafici comunicano le caratteristiche di un prodotto.

L’immagine di un brand dovrebbe essere costruita ad hoc calandola sulla sua filosofia.

Fattore imprescindibile è poi quello di renderla coordinata: sia per la comunicazione offline che online, si dovrebbero utilizzare elementi omogenei per tutti gli aspetti che riguardano la vita del brand:

  • interni del punto vendita
  • vetrine
  • biglietti da visita
  • brochure
  • gadget
  • sito
  • social network
  • advertising

Da curare tutti questi elementi con grande attenzione, utilizzando il medesimo stile grafico si verranno a creare immagini comunicanti tra loro, capaci di entrare nella mente del consumatore più facilmente.

Per quanto riguarda l’identità online dal punto di vista del branding immancabile rendere omogenei i font, il tema del sito, i colori, le immagini e il logo. Fase da svolgere con attenzione quella della scelta della palette di colori di riferimento, in quanto attraverso questi si trasmettono emozioni ai propri consumatori.

 

 

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Funnel marketing: cos’è e come può essere utile per il tuo business

Dal rendersi conto di avere un problema o un bisogno, all’acquisto di un prodotto per risolverlo.

Il Funnel Marketingpercorso mentale e fisico, è articolato in diverse fasi: quella dell’acquisto è infatti solo la punta finale dell’iceberg, preceduta da molti altri step.

 

In italiano imbuto, il Funnel è il processo con cui un potenziale contatto si trasforma in cliente.

Applicando questa potente strategia di marketing è possibile raggiungere risultati ottimali in termini di vendita, riuscendo così a portare la propria attività al successo.

Ma costruire un Funnel efficace e redditizio può davvero svoltare il business?

In questo articolo approfondiremo il funzionamento di questa strategia e la sua importanza:

  • Trasformare contatti freddi in acquirenti fidelizzati
  • Garantire il successo del business
  • Le fasi del Funnel Marketing
  • La costruzione del Funnel

 

Inoltre vedremo tutti gli step per costruirlo ottenendo risultati ottimali seguendo alcuni passaggi:

  • Dare vita alla Landing page
  • Aumentare il traffico
  • Utilizzare una campagna di email marketing
  • Analizzare il Funnel per monitorare i risultati

business strategia consulenza digitale

Da contatti freddi ad acquirenti fidelizzati: il potere del Funnel marketing

Quando si acquista spesso si compiono una serie di azioni. In primis rendersi conto di avere una necessità specifica che sia risolvere un problema, soddisfare un desiderio emozionale o un riconoscimento.

Individuata l’esigenza di acquisto, si passa alla fase di raccolta delle informazioni spesso tramite i motori di ricerca. È qui che l’utente valuta diverse possibilità, comparando le alternative offerte dal mercato.

Scelta l’opzione più convincente, inizia il processo che porterà a comprare il prodotto individuato: significativo anche cosa accade dopo, indicazione di come il cliente sia rimasto soddisfatto o meno e se tornerà a comprare quel determinato brand.

Ispirato al modello AIDA, inventato nel 1898 da E. St. Elmo Lewis, il Funnel permette di visualizzare tutti questi passaggi, facendo sì che si possa intercettare il cliente e misurare i dati ottenuti in ogni fase.

 

marketing strategy pmi

Funnel marketing, garanzia di successo per il tuo business

Non tutti quelli che entrano nell’imbuto, arrivano fino alla sua fine: l’obiettivo è quello di aumentare il numero di lead, contatti entrati in questo percorso, e trasformarli in consumatori finali, incrementando così le vendite.

Queste caratteristiche rendono il Funnel marketing particolarmente adatto nel mondo dell’online, soprattutto per e-commerce, Landing page e siti, tutti strumenti che si prestano a tracciare il movimento dei visitatori.

Negli ultimi anni se ne sente parlare moltissimo, proprio in conseguenza dell’avvento del digital marketing e del proliferare di business online.

 

Funnel marketing, come funziona: le fasi

Imbuto rovesciato, il Funnel è composto da tre fasi, articolate in base al tipo di rapporto che si instaura tra il consumatore e il venditore.

 

Le fasi del funnel:

funnel attività marketing comunicazione

 

Tofu – Top of Funnel

Primo stage, è dove ci sono tutti i lead, ovvero quei soggetti potenzialmente interessati al prodotto o servizio offerto.

In questa fase è necessario farsi conoscere a questi possibili futuri acquirenti attraverso strumenti come contenuti social, articoli di blog e video su YouTube. Tutto è destinato ad aumentare la propria Brand Awareness.

Mofu – Middle of Funnel

Racchiude i prospect, ovvero gli individui interessati al marchio. Questi lo dimostrano attraverso interazioni ai contenuti aziendali e like sui suoi canali social, azioni che portano quindi a cominciare a scaldarli.

Si tratta di una fase fondamentale in cui è importante dimostrare a questi utenti le proprie referenze e casi vincenti per trasmettergli l’autorevolezza dell’azienda.

Bofu – Bottom of Funnel

Parte finale dell’imbuto in cui viene offerta la chiamata all’azione per spingere all’acquisto trasformando un prospect in cliente.

 

Costruzione di un Funnel Marketing vincente: da dove partire

Compresa l’importanza del Funnel Marketing, si passa alla fase di progettazione di questo potente strumento volto ad aumentare le vendite, ampliare la lista dei propri contatti e  incrementare il traffico sui propri canali.

Ne esistono di due tipologie:

  • Funnel di Front End, destinato ad acquisire nuovi contatti e spingere al loro primo acquisto
  • Funnel di Back End, il suo obiettivo è quello di rivolgersi a chi ha già ricevuto contenuti di valore passando per il Funnel front end, fidelizzandolo

 

Per costruire un buon sistema è bene partire dall’analisi del proprio target, approfondendo i tratti del proprio cliente finale quali caratteristiche demografiche e i suoi bisogni, per comprendere il tono da utilizzare in modo da farlo restare nell’imbuto il più possibile.

Delineato il proprio pubblico si passa a realizzare la promessa con cui fare leva nei suoi confronti definendo come si risolveranno i suoi problemi passando all’acquisto.

L’offerta dovrà essere strutturata con contenuti legati tra loro: questa fase è fondamentale per dare vita al percorso del Funnel.

Nei diversi step dovrà essere curato al massimo il copywriting con le giuste chiamate all’azione per spingere il potenziale cliente nella parte finale dell’imbuto.

Per mettere in piedi un sistema quanto più efficace, da realizzare anche tutta la parte tecnica in cui si articola il sistema come Landing page, email e contenuti ad hoc.

 

Funnel Marketing: come costruire un sistema efficace step by step

Per creare un Funnel marketing dai risultati ottimali è necessario seguire alcuni step.

Nell’obiettivo di renderlo redditizio quanto più possibile la chiave sta nel partire dall’alto creando passaggi magnetici per gli interessati portandoli così verso il basso.

 

Gli ingredienti di una strategia funnel:

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Sviluppare la Landing page

Questa va creata nell’obiettivo di catturare potenziali clienti portandoli in una pagina in cui possano passare all’azione di acquisto.

Aumentare il traffico

Perché la Landing page funzioni è importante aumentare le persone che navigano su essa. Per raggiungere questo obiettivo si può puntare su strumenti come annunci a pagamento grazie ai quali raggiungere molte persone attraverso diversi canali. Inoltre è necessario creare contenuti di qualità per le proprie pagine social e per il blog del proprio sito per attirare più interessati.

Si può anche dare vita a una strategia di lead magnet, offrendo risorse di approfondimento come e-book ottenibili tramite email così da aumentare la propria autorevolezza e ottenere un indirizzo in più a cui inviare poi altre comunicazioni. Da prestare attenzione al form di raccolta email che dovrà essere il più semplice possibile per spingere i clienti a iscriversi.

Utilizzare una campagna di email marketing

Si tratta dello step successivo dopo la creazione della Landing page destinato a rendere il rapporto con i potenziali clienti duraturo. È articolato in una serie di e-mail consequenziali per coinvolgerli e ricordargli che con il proprio prodotto o servizio possono soddisfare i loro bisogni: questo sistema permette di creare fiducia nel tempo.

Analizzare il Funnel creato

Da verificare che non siano presenti buchi tra un passaggio e l’altro, monitorando i risultati. Se vendite e traffico non aumentano significa infatti che manca qualcosa. Esistono tool ad hoc per monitorare le metriche generate da ogni step: dal numero di nuovi lead, al tracciamento delle e-mail, alla conversione dei visitatori sui contenuti social in lead.

Tutto questo permetterà di correggere eventualmente il tiro se necessario o ottimizzare il sistema nella sua interezza con migliorie.

 

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PMI: 3 strategie digitali per trovare nuovi contatti

Come trovare nuovi contatti per la tua piccola o media impresa?

In questo articolo voglio proporti 3 approcci digitali per fare lead generation, ossia di quell’azione di marketing finalizzata a generare una lista di prospect che potrebbero effettivamente rivelarsi interessati ai servizi o ai prodotti offerti dalla tua PMI.

 

I nuovi lead ottenuti potranno poi essere convertiti in clienti attraverso un’adeguata azione commerciale.

Ecco i 3 canali di digital marketing per trovare nuovi contatti in target:

  • Google Ads, ossia le campagne di annunci sul motore di ricerca
  • Social Media Ads, ossia le campagne di annunci sulle piattaforme social
  • Social Selling, ossia le strategie per ampliare le proprie relazioni commerciali

Una volta che avremo esplorato nel dettaglio ciascuna di queste modalità, parleremo anche di:

  • Customer Care e Referral: il punto di partenza per crescere
  • Una visione più ampia: l’approccio inbound e il funnelGoogle Ads: campagne annunci su motore di ricerca

Google Ads: campagne annunci su motore di ricerca

Google Ads è il programma pubblicitario che Google mette a disposizione sul proprio motore di ricerca. Permette la creazione di annunci online targhettizzati, e dunque di raggiungere una specifica platea di utenti nel momento esatto in cui questi manifestano curiosità o interesse per particolari prodotti o servizi.

Google Ads è un’ottima modalità con cui le PMI possono trovare nuovi contatti perché nasce con molteplici finalità:

  • promuovere un’attività commerciale
  • supportare la vendita di prodotti o servizi
  • generare awareness nei confronti di un marchio
  • aumentare il traffico verso un sito web.

Con Google Ads l’azienda ha la possibilità di realizzare campagne di annunci che verranno proposte in vari spazi:

  • tra i Search Results di Google
  • sulla Rete Display, ovvero in appositi spazi pubblicitari presenti in altri siti web
  • nel Merchant Seller, con le campagne Shopping, che permettono il caricamento di un feed dei propri prodotti per poi mostrarli corredati di immagine e descrizione nei risultati della ricerca.

Oltre a permettere alle PMI di ottenere nuovi contatti e quindi rivelarsi strategico per la Sales Generation, un altro dei principali vantaggi di Google Ads è quello di generare traffico in tempi brevi verso un sito web. Si tratta di un plus estremamente utile specialmente nel caso in cui la SEO (ossia il posizionamento organico sui motori di ricerca) sia ancora in fase di costruzione e si voglia comunque incrementare il numero di visitatori al proprio sito senza attendere alcuni mesi.

Grazie alla definizione di specifiche parole chiave, gli annunci andranno a intercettare una determinata platea di utenti che sta effettuando ricerca per quelle keyword.

I vantaggi principali di utilizzare Google Ads includono:

  • La possibilità di connettersi in modo semplice e agevole al proprio pubblico di destinazione
  • L’adattabilità al budget effettivo che si vuole investire
  • La disponibilità di statistiche e dati delle campagne
  • La possibilità di convogliare traffico verso il sito web
  • Un ottimale monitoraggio dei risultati ottenuti

Social Media Ads: campagne annunci sui social.

Social Media Ads: campagne annunci sui social

Social Media Ads (a volte chiamati più semplicemente Social Ads) sono campagne pubblicitarie a pagamento che è possibile attivare sulle piattaforme social, come ad esempio:

  • Facebook
  • Instagram
  • Linkedin
  • TikTok
  • YouTube
  • Pinterest
  • Twitter

Così come Google Ads, anche i Social Media Ads prevedono la creazione di annunci tarati sulle specifiche dei social e la cui pertinenza determinerà le interazioni all’interno della piattaforma.

Il primo vantaggio delle campagne di annunci a pagamento sui social risiede essenzialmente nel favorevole rapporto tra costo di acquisto e conversione.

Le PMI che desiderano sfruttare le potenzialità dei Social Media Ads dovranno naturalmente tenere in considerazione diversi fattori prima di procedere:

  • la piattaforma social più adeguata, sia in virtù del target da colpire, sia del tipo di messaggio da comunicare
  • il budget
  • l’audience
  • la strategia di comunicazione

Bisogna infatti ricordare che i social network non sono tutti uguali, ma si differenziano sia per peculiarità tecniche, sia che per segmento di pubblico predominante.

La profilazione del target sarà la prima discriminante da tenere in considerazione per personalizzare al meglio il messaggio e ottimizzare le possibilità di conversione, con una comunicazione che sia pertinente sia al pubblico che al social network utilizzato. Attenzione, in questo caso, anche alla qualità della Call to Action, la vera “molla” che favorisce l’azione da parte degli utenti.

Gli obiettivi dei Social Media Ads sono triplici:

  • l’awareness, per aumentare la visibilità di un brand esponendolo alla platea di utenti corretta
  • la Lead Generation, per generare traffico targettizzato verso una pagina del sito web e incrementare l’engagement con sistemi di messaggistica immediata (come Facebook Messenger)
  • la conversione, per aumentare le vendite online e offline indirizzando il target verso offerte su misura

In linea generale, i vantaggi di utilizzare le campagne di annunci a pagamento sui social network includono:

  • La possibilità di incrementare l’engagement con specifici post e l’awareness del marchio
  • La possibilità di aumentare fan e follower del profilo/pagina
  • L’ottenimento di una panoramica più ampia e precisa di ciò che gli utenti apprezzano grazie all’analisi del loro engagement con gli annunci
  • La possibilità di realizzare rapidi ed efficaci A/B test
  • La possibilità di canalizzare il pubblico verso il sito web o determinate pagine all’interno di esso

 

Social Selling: strategie per ampliare le proprie relazioni commerciali.

Social Selling: strategie per ampliare le proprie relazioni commerciali

Il Social Selling è una tecnica di vendita in cui gli specialisti del Sales utilizzano l’immenso potenziale dei social media per interagire in modo diretto con i loro prospect.

Riescono quindi a comunicare e condividere valore rispondendo a domande o pubblicando contenuti interessanti e ingaggianti, di fatto “riscaldando” il lead fino al momento dell’acquisto.

Si tratta di una modalità di marketing che integra l’utilizzo delle piattaforme social al normale processo di vendita, offrendo alle figure del Sales la possibilità di coltivare rapporti virtuosi online prima della vendita effettiva (ma anche dopo, per creare fidelizzazione!).

Al cuore del Social Selling c’è il cosiddetto Personal Branding, ossia quell’insieme di strategie di marketing applicate alla persona che hanno lo scopo di comunicarne una determinata immagine, know-how, reputazione. “Vendendo” sé stessi, è possibile aumentare le possibilità di vendere anche il proprio prodotto o servizio perché la fiducia nella persona si traduce molto spesso anche in fiducia nel marchio che questa rappresenta.

Con il Social Selling e il Personal Branding, non sono quindi soltanto il brand o l’azienda a posizionarsi nella mente del potenziale cliente o di uno stakeholder, ma anche la persona, con i suoi valori, filosofia, sistemi di riferimento, interessi, ambizioni, talenti.

Nel momento in cui la persona e il marchio che essa rappresenta si sovrappongono tra loro e al medesimo “ecosistema” di valori, interessi, filosofia, ambizioni e talenti del consumatore, ecco che la strategia di Personal Branding avrà avuto successo.

Il contatto persona-a-persona è una parte essenziale del Social Selling, in quanto consente di:

  • personalizzare le comunicazioni e l’ascolto
  • fornire risposte specifiche
  • creare relazioni uniche con il singolo individuo
  • incrementare la propria credibilità e il proprio potenziale di vendita.

Il possibile cliente è prima di tutto un essere umano, e lo sviluppo di una vera relazione aumenterà la possibilità che il prospect dica “sì”.

Uno degli obiettivi più alti del Social Selling è l’advocacy, ovvero fare in modo che gli utenti fidelizzati inizino a comunicare ad altri potenziali lead il valore del professionista e della sua azienda, facendo così passaparola in modo del tutto spontaneo.

Il Social Selling non significa limitarsi a scrivere post emozionali sui social network o a mettere in atto attività di vendita push, ma è al contrario uno strumento essenziale per creare fiducia. 

Customer Care e Referral: il punto di partenza per crescere.

 

Customer Care e Referral: il punto di partenza per crescere

Che fare una volta che la PMI ha individuato nuovi contatti ed è anche riuscita a convertirli in clienti? L’obiettivo sarà non perderli!

La fidelizzazione è un processo importante tanto quanto la generazione di lead, perché nessuna azienda desidera clienti che procedono a un acquisto “una tantum” per poi sparire e rivolgersi a un concorrente nel momento in cui avranno bisogno di un prodotto o un servizio simile.

In questo senso, Customer Care e Referral giocano un ruolo cruciale nel momento in cui il processo di vendita prende il via: specialmente da quanto è iniziata la Digital Transformation, il rapporto tra aziende e clienti è cambiato e con esso anche la vecchia concezione di “assistenza”.

Non ci si deve più limitare a fornire mero supporto: si deve invece offrire una Customer Experience sempre più completa e personalizzata, creando engagement e rispondendo in modo puntuale alle diverse richieste così da soddisfare le aspettative del pubblico sempre più alte.

Un sistema di Customer Care articolato si compone con un corretto mix di strumenti digitali e offline, dal Social Care ai Chatbox, fino alle app immersive, senza dimenticare il contatto telefonico o il supporto on-site.

Il tutto si basa sullo sviluppare un sistema di engagement continuo su più piattaforme, in grado di operare in tempo reale, incrementando e rendendo più positiva la relazione di ogni cliente con il brand.

Per le PMI questo può essere fondamentale: un cliente che vede risolversi un problema grazie al Customer Care ha un’elevata possibilità di trasformarsi in un Referral, ossia in uno spontaneo ambasciatore del brand.

Questo è il motivo per cui è ormai essenziale “tenere il passo” con le esigenze degli utenti e ampliare progressivamente – sia nel numero che nelle modalità – il proprio ventaglio di servizi di assistenza.

I canali a disposizione oggi sono molteplici:

  • call center telefonico
  • profili dedicati sui social network
  • sistemi di messaggistica immediata
  • piattaforme di videoassistenza
  • live chat, automatiche (Chatbot) o meno
  • app

Customer Care organizzato in questo modo crea valore e permette di offrire risposte sempre e ovunque, riducendo la distanza virtuale tra azienda e cliente e rendendo il brand più umano e presente.

Una visione più ampia: l’approccio inbound e il funnel.

Una visione più ampia: l’approccio inbound e il funnel

Le piccole e medie imprese che desiderano generare lead possono infine disporre di un approccio molto più ampio e completo per incrementare il numero di contatti e convertirli con proposte commerciali mirate.

Stiamo parlando dell’Inbound Marketing.

In quest’approccio i paradigmi della vendita così come conosciuti per lungo tempo si ribaltano totalmente, offrendo alla PMI la possibilità di attirare a sé gli utenti potenzialmente interessati, attraverso un funnel di conversione.

Sia che si tratti di un’azienda B2B che B2C, la PMI che utilizza l’Inbound Marketing per la Lead Generation riesce a generare contatti qualificati, ossia di più alto valore.

Questa metodica, infatti, si allinea molto meglio con il reale comportamento del possibile acquirente e offre risultati più mirati e affidabili.

In sintesi, la Lead Generation attraverso la metodologia inbound avviene creando contenuti di valore e campagne altamente targhettizzate che hanno l’obiettivo di colpire una determinata platea di utenti (formulata e definita sulla base dei buyer persona), attirarla sul proprio sito web, convertirla in potenziali clienti prima, clienti effettivi e ambasciatori del brand poi. Il tutto, rendendo l’azienda più riconoscibile e identificabile sia sulle piattaforme social che sui motori di ricerca e stabilendone l’influenza con l’ausilio di contenuti di valore, realmente utili per l’utente.

L’Inbound Marketing è un approccio multicanale (e talvolta anche omnicanale) che sfrutta tecniche e risorse di diverso tipo: content marketing, blogging, SEO, e-mail marketing, lead nurturing, programmatic advertising, social media management, social media marketing e tanto altro ancora.

Al cuore di ogni strategia di Inbound Marketing c’è sempre il cosiddetto funnel, ossia “l’imbuto”: si definisce in questo modo il percorso di conversione che, colpendo gli utenti, li trasforma dapprima in visitatori del nostro sito web e infine in clienti soddisfatti e fidelizzati. Con l’ausilio di strumenti come il CRM e i report per l’analisi dei dati, i clienti e i prospect potranno essere studiati in ogni fase del loro percorso d’acquisto per individuare le aree di miglioramento strategico e rendere ancora più precisa ed efficace ogni singola azione.

Noi di NAXA utilizziamo con successo metodiche di Inbound Marketing da diversi anni, contribuendo al successo dei nostri clienti di vari settori e dimensioni con progetti dedicati.

 

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