Soluzioni per uno showroom di arredamento innovativo

Il vostro showroom di arredamento è cambiato assieme alla modalità che i vostri clienti hanno di valutare e acquistare un prodotto? Siete certi di essere entrati con il piede giusto nei modelli di business innovativi e altamente tecnologici che caratterizzano la quarta rivoluzione industriale attualmente in corso?

Se state pensando di rinnovare il vostro showroom di arredamento ma non siete certi di come muovervi, il nostro consiglio è quello di tenere in prima considerazione la potenza dell’interattività: è ciò che le persone cercano, ciò che desiderano, ciò con cui ormai vivono ogni ambito della loro vita.

Proporre una bella vetrina e prodotti di qualità potrebbe infatti non essere più sufficiente per stagliarsi rispetto ai vostri concorrenti, e convincere i potenziali clienti a varcare la soglia del vostro negozio di mobili. Nell’epoca di Internet e dell’interattività, è necessario qualcosa in più – e, infatti, gli strumenti di marketing si sono evoluti con le necessità degli utenti di acquistare in un modo diverso.

L’acquisto è oggi il risultato di un’esperienza. Proprio partendo da questo semplice assioma sono ormai numerosi i brand che hanno saputo cavalcare l’onda e modificare il loro modello di business in accordo alle aspettative del pubblico.

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come il web cambia il business dei negozi di arredamento

Qualche esempio di showroom di arredamento davvero innovativo

Vogliamo illustrarvi a seguire alcuni esempi pratici di innovazione all’interno di showroom di arredamento e interior design. Veri e propri progetti di successo che hanno lanciato i brand in cima al gradimento degli utenti, risultato di una modalità di pensiero “snodata” e “out of the box”. Il mondo del retail, nella sua enorme vastità, è in effetti uno dei primi settori di business ad aver compreso la necessità di cambiare le proprie proposte, e di non doverle più limitare ai prodotti, quanto piuttosto ampliandole a servizi esclusivi.

Ciò che noterete è tutti questi brand hanno studiato modalità di vendita focalizzate sull’esperienza del cliente: l’obiettivo è sempre quello di rendere l’esperienza d’acquisto divertente, piacevole, positiva. Tutto ciò che può rendere lo shopping un’esperienza spiacevole, in effetti, deve essere completamente evitato nel vostro showroom di arredamento.

negozi di mobili che hanno saputo rinnovarsi con successo hanno agito alla radice del loro modello di business, dando vita ad innovazioni che trovano spazio nel “cuore” del loro prodotto o dell’esperienza di shopping: il risultato è che sono riusciti a trasformare l’acquisto in un’azione realmente utile.

Ecco qualche ispirazione:

  • New York: il negozio di arredamento di camere da letto COCO-MAT ha sfruttato appieno il concetto di relax dei suoi clienti, offrendo un servizio di “try-before-you-buy” per tutti i suoi letti. In buona sostanza, i visitatori dello showroom hanno la possibilità di fare un pisolino sui letti e di riposarvi per un paio d’ore, dopo le quali viene loro offerto un buon succo d’arancia. L’acquisto del letto, ovviamente, non è obbligatorio, ma siamo certi che non vi stupirete di sapere che gli introiti del negozio sono aumentati in modo considerevole perché l’esperienza dei potenziali clienti è diventata più che positiva.
  • Design Sponge, webzine specializzata in Interior Design, ha dedicato una sezione del suo sito al “Prima e dopo” degli ambienti rinnovati nell’arredamento. L’applicazione pratica della differenza che può fare una diversa disposizione dei mobili, una scelta precisa di complementi d’arredo o pezzi d’arredamento, un uso sapiente dei colori su case e stanze reali ha fatto breccia nel cuore degli utenti.
  • Cicero&Cicero, showroom di mobili siciliano, ha impostato in propri ambienti così da garantire un’esperienza interattiva ai tutti i visitatori. Lo ha fatto attraverso varie ambientazioni e strumenti multimediali interattivi capaci di creare, in modo “virtuale”, l’arredo di una stanza prima che questo sia concretamente realizzato. L’azienda definisce il proprio showroom come il “3.0 dell’edilizia”.

Qualche consiglio per rendere innovativo il vostro negozio di mobili

Fermo restando che è essenziale uno sforzo di creatività per comprendere come uno showroom di interior design possa realmente muovere quel passo in più che gli permetta di soddisfare le nuove esigenze dei clienti, combattere la concorrenza e stagliarsi come influencer nel proprio settore, esistono certamente delle modalità da prendere in considerazione per trasformare il vostro negozio di mobili in luogo davvero innovativo.

Oltre alle considerazioni relative all’interior design dello showroom di interior design, tenete sempre ben presente la potenza inarrestabile delle nuove tecnologie per proporre i vostri prodotti e servizi a una platea di clienti potenziali realmente interessata.

  • Prendete in considerazione i social network: tra le tante piattaforme social attualmente utilizzate in tutto il mondo, ve n’è una in particolare che sembra essere stata creata su misura per il settore dell’arredamento e dell’interior design. Si tratta di Pinterest, un sito di condivisione foto che permette agli utenti di creare e condividere collezioni fotografiche tematiche. Il target principale di questo social network è di sesso femminile, età media 35 anni, cultura medio-alta: si tratta, in sostanza, dell’identikit della responsabile dell’acquisto dei mobili di casa.
  • Utilizzate il Digital Marketing per pubblicizzare un evento nel vostro showroom d’arredamento: trasformate il vostro spazio di lavoro in un ambiente in cui anche i clienti acquisiti e potenziali possano sentirsi a casa. Dare vita a un evento è un ottimo modo di pubblicizzare la vostra attività, ma altrettanto importante sarà utilizzare i giusti mezzi per promuoverlo. Faceboook – ma non solo – offre la possibilità di pubblicizzare eventi con un investimento moderato. Il supporto e la consulenza di un social media strategist vi aiuterà a raggiungere un target che non ha ancora avuto la fortuna di conoscervi.
  • Non dimenticate il Mobile Marketing: oggi, ben più della metà (in realtà quasi tre quarti) delle ricerche su internet viene effettuata da dispositivi mobile, come smartphone e tablet. Siete al passo con i tempi? Tenete questa tecnologia nella giusta considerazione? Il vostro sito web è ottimizzato per le risoluzioni più comuni di questi device? È responsive? Un esperto di digital marketing saprà illustrarvi tutte le ragioni per cui il mobile marketing è oggi uno strumento di lavoro imprescindibile anche per la vostra attività di interior designer e, magari, suggerirvi anche un utilizzo performante del text message marketing.
  • Semplicità significa successo: molto spesso, i negozi di mobili che fanno marketing hanno necessità di supporto sia per ottimizzare le loro comunicazioni che per canalizzarle nel modo corretto. Ricordate che, in questo caso, less is more, ossia il meno permette di ottenere di più. Una corretta calibrazione delle vostre attività di marketing e una definizione chiara e semplice della sua strategia vi permetterà di aumentare il numero dei vostri clienti e, dunque, i vostri guadagni.
  • Rimanete informati e aggiornati: questo consiglio è di grande importanza per navigare correttamente le nuove richieste di mercato del nuovo millennio. La collaborazione con una buona agenzia di digital marketing vi permetterà di rimanere costantemente up to date con le strategie di maggiore successo per la promozione del settore dell’interior design. Dal SEO al SEM, dall’utilizzo delle piattaforme di advertising a pagamento sino alla messa online di un sito di ecommerce, il supporto di professionisti preparati è garanzia di risparmio di tempo e denaro.
 

Ecco i negozi più innovativi del mondo

C’è chi li chiama “negozi del terzo millennio” per la loro incredibile capacità di coniugare strategie di marketing tradizionale – e super evoluto – a un’innata abilità di coinvolgere l’utente nello spazio, trasformato in un vero e proprio strumento promozionale.

I negozi più innovativi del mondo hanno anche un’altra caratteristica in comune: l’aver superato il digital divide o l’averlo saputo navigare a loro vantaggio.

Quello del digital divide è un concetto che vale la pena spiegare: negli ultimi anni, è diventato chiaro a livello globale che le preferenze digitali degli utenti hanno un impatto notevole sulle loro preferenze di acquisto. Nello specifico, possiamo dire che i device digitali (computer, smartphone, tablet) condizionano in modo netto le scelte dei consumatori.

Come l’influenza digitale condiziona i punti vendita tradizionali

La tecnologia digitale e il facile accesso alle informazioni sulla rete non influisce solamente sugli acquisti online, ma ha un impatto molto più ampio che va ad intaccare anche le vendite tradizionali e i comportamenti nei negozi. Questo concept prende il nome di “influenza digitale”.

Ebbene, le aziende che hanno saputo ridurre il digital divide e navigare in modo positivo l’influenza digitale dei loro clienti e potenziali tali sono quelle che hanno dato vita ai negozi e agli showroom oggi considerati più innovativi ed efficaci. La crescita irrefrenabile della digital communication va quindi di pari passo con l’evoluzione dei negozi fisici e degli showroom, e si stima che nell’arco di alcuni anni si raggiungerà un livello di connessione del 100% per tutti i negozi fisici dei Paesi più sviluppati.

In conclusione, possiamo asserire che le influenze digitali nel comportamento dei consumatori fanno sì che il cliente possa costruirsi su misura la modalità con cui acquistare un prodotto o un servizio. Proprio per questa ragione, i negozi fisici dovranno essere in grado di comprendere questo cambiamento nell’attitudine all’acquisto e, di conseguenza, rispondere alle nuove necessità dei loro clienti.

Non va quindi mai sottovalutato il desiderio sempre più forte del consumatore di incorporare il digitale nelle sue attività di shopping tradizionale!

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Quali sono i dieci negozi più innovativi del mondo

Entrando nell’aspetto pratico di questo articolo, la webzine EconomyUp ha qualche tempo fa stilato una lista che racchiude i dieci shop tradizionali considerati più evoluti e innovativi a livello planetario. Scopriamo insieme quali sono.

  1. Acuitis: si tratta di una catena di negozi francese specializzata nella vendita di prodotti per la vista e per l’udito. Una strategia commerciale precisa e verticalizzata su specifici utenti che, già da sola, è garanzia di successo, implementata da un nuovo format basato sull’inevitabile assestarsi della demografia mondiale. Le persone invecchiano, con gli anni i loro bisogni si modificano, e possono essere soddisfatti soltanto attraverso nuove formule di marketing. Acuitis ha così dato vita al cosiddetto Aging Retail, e i risultati sono impressionanti.
  2. Warby: si tratta di un retail di alta gamma dedicato alla vendita di occhiali. Nato inizialmente come shop esclusivamente online, ha deciso di farsi strada tra i negozi fisici con una location unica e originale, un autobus-negozio in stile vintage. Di fatto, Warby gira per tutti gli Stati Uniti e porta i suoi prodotti ai consumatori, anziché attendere che i clienti arrivino allo shop. Annientando completamente il digital divide, Warby permette inoltre di monitorare lo spostamento del suo shop itinerante direttamente online.
  3. Leclerc: nel 2014 questo brand ha dato vita a un nuovo format all’interno di un centro commerciale di So Ouest. Specializzato in vini e nella verticalizzazione della sua offerta, offre prodotti davvero per tutte le tasche, se si considera che il suo vino più economico costa circa 2 euro e quello più caro oltre 7000. Lo shop di Leclerc è una vera e propria cantina, nella quale gli avventori non si limitano a osservare i vini, ma possono anche partecipare ad eventi enogastronomici e scegliere il prodotto che fa al caso loro con l’aiuto di un sommelier. Dettaglio non da poco: l’esperto di vini è a disposizione del cliente a prescindere dal budget a sua disposizione.
  4. Angry Birds: nato come un videogame che è riuscito, pur nella sua semplicità assoluta, a far impazzire il mondo intero, il brand si è trasformato in qualcosa di meno virtuale e più concreto all’aeroporto di Doha, nel Qatar. Angry Birds compare come corner retail in diversi aeroporti del mondo, dopo la prima, trionfale installazione nella nativa Helsinki. Ovviamente non offre soltanto la possibilità di giocare, ma anche di acquistare pupazzi e accessori. Comarketing perfetto.
  5. Etnia: questa catena spagnola di prodotti destinati alla bellezza ha fatto della multisensorialità il suo cavallo di battaglia. Nei suoi shop non soltanto offre la vastissima gamma dei suoi prodotti, ma ha installato veri e propri “tavoli sensoriali” che, attraverso una selezione digitale, permettono di selezionare e combinare tra loro diverse fragranze e profumi. Il tutto mentre uno screen interattivo illustra le caratteristiche e la composizione del prodotto.
  6. Arcimbo: questo brand gourmet firmato Auchan offre prodotti freschi nel settore food e si basa sul concetto di “drive”. In Francia, dove gli shop sono presenti da qualche anno, il successo è strepitoso: il sistema drive permette infatti l’ordine online della merce e il suo ritiro in magazzino (o consegna a domicilio) e, se teniamo conto che ben il 20% dei francesi lo utilizza, è facile comprendere come la digital influence sia stata sfruttata ad assoluto vantaggio del negozio.
  7. Granmarkt13: un pout-pourri di prodotti e servizi per questo marchio belga che è, al contempo, negozio, ristorante, appartamento e galleria d’arte. Dal pianterreno al terzo piano promette un’esperienza unica e totalizzante ai suoi visitatori: il ristorante offre solo piatti biologici e a chilometro zero, la boutique esclusivamente capi d’haute couture, di design e da collezione; l’appartamento è presentato come se fosse la location privata di qualcuno e prevede la possibilità di alloggio, e la galleria d’arte espone mostre ed eventi esclusivi.
  8. DM: si tratta di una catena di prodotti di bellezza tedesca caratterizzata da uno studio capillare della location. Per le clienti, l’esperienza in negozio deve essere positiva a 360 gradi: DM offre quindi pulsanti per aprire nuove casse nel caso di code troppo lunghe, lenti di ingrandimento installate sui carrelli per facilitare la lettura delle etichette, spazio prova per i neofiti del make up e aree di cambio pannolini per le mamme che, come ogni donna, vogliono sentirsi bellissime.
  9. Burberry: un marchio ben noto, presente sul mercato da decenni, che ha saputo cavalcare l’onda dei nuovi trend d’acquisto realizzando punti vendita tra i più evoluti al mondo. A Londra, in Regent Street, all’interno di un edificio del 1820 Burberry ha voluto dare vita a un negozio tra i più tecnologicamente avanzati mai concepiti. Di fatto, chi visita lo shop ha la sensazione di trovarsi all’interno del sito web del brand: galleria digitale, 100 schermi che interagiscono con il consumatore, 500 altoparlanti, comunicazione emotiva dall’inizio alla fine. L’esperienza di acquisto è totalmente personalizzata, persa tra mondo virtuale e mondo reale. I clienti apprezzano, e comprano.
  10. 4Food: un fast food con prodotti di alta qualità, ma non è questo il suo cavallo di battaglia. Questo diner newyorkese specializzato in hamburger offre molto di più ai consumatori: un’infinità di tipi di pane, di carne e di salse che dà vita a 140 milioni di combinazioni possibili per il pasto. Non solo: ai clienti che saranno in grado di creare una nuova combinazione viene offerta la possibilità di brandizzare il panino con il loro nome, condividere il risultato sui social network grazie ai device digitali presenti nel locale e guadagnare sconti ogni volta che qualcuno lo ordina.
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Come vendere arredamento online

Internet non è più solamente un luogo virtuale in cui individuare con facilità una miriade di informazioni, rientrare in contatto con vecchi amici, ascoltare musica: è oggi anche un immenso mercato globale dove si vende e si acquista.

Non è un caso, quindi, che moltissimi imprenditori che avevano iniziato la loro attività con un business “offline” abbiano deciso di dedicarsi anche all’ecommerce. Nella maggior parte dei casi, questa soluzione non sostituisce il loro negozio ma vi si affianca, di fatto coprendo una parte di mercato potenziale che, diversamente, sarebbe colpita da uno o più concorrente.

Se anche tu sei un imprenditore nel settore dell’arredamento e conosci alla perfezione il tuo settore e il suo pubblico di riferimento, la vendita online potrebbe essere un’eccellente soluzione per ampliare il tuo business e rendere la tua attività al passo con i tempi. In effetti, in considerazione delle nuove tecnologie a nostra disposizione, vale senza dubbio la pena utilizzare gli strumenti del digital marketing per intercettare una nuova porzione di clienti potenziali e aumentare il numero di clienti e i guadagni.

Ecommerce di arredamento: prima regola, distinguersi dagli altri

Il principio base da cui partire riguarda la capillarità delle vendite sul web, valida ormai per praticamente tutti i settori – compreso quello dell’arredamento. Di certo conoscerai gli enormi ecommerce generalisti che la fanno da padrone in internet: siamo certi che in dieci secondi netti potrebbero venirti in mente almeno un paio di nomi conosciuti in tutto il mondo e, negli ultimi anni, diventati celebri anche in Italia.

La concorrenza di questi colossi va naturalmente tenuta in altissima considerazione, e tuttavia non deve essere un deterrente se stai pensando di iniziare a vendere arredamento online. Ricorda infatti che il loro approccio orizzontale al mercato è tanto la loro forza quanto la loro debolezza.

Prima di tutto, quindi, tieni presente che se hai idee innovative e alternative che ti permettono di distinguerti dagli altri player sul mercato di internet potrai senza dubbio individuare la tua nicchia, accomodarti al suo interno con il supporto di professionisti del digital marketing, e raccogliere i frutti del tuo lavoro.

Poniti poi delle domande che ti saranno utilissime per una serie di considerazioni preliminari all’apertura del tuo ecommerce di arredamento:

  • Dove vuoi vendere i tuoi mobili e complementi d’arredo?
  • Chi è il tuo cliente tipo?
  • Quali sono i tuoi principali concorrenti sulla rete?
  • Quanto conosci il mercato sul quale intendi posizionarti?
  • Quanta attenzione e quanto tempo puoi dedicare alla vendita online dei tuoi prodotti?
  • Quali servizi puoi fornire ai tuoi utenti?
  • Dove intendi spedire i tuoi prodotti?
  • Quanto budget sei disposto ad investire per creare il tuo negozio online in modo che sia performante e funzionale?
  • Quanto budget sei disposto ad investire, nel corso del tempo, per mantenere il tuo negozio online uno strumento di effettivo guadagno?

Queste sono soltanto alcune delle domande che è opportuno porsi prima ancora di stendere un business plan per la tua eventuale attività online. Farlo per iscritto ti aiuterà a dare un ordine alle tante idee che di certo ti passeranno per la mente e stabilire, già in prima battuta, se trasformare il tuo progetto in una attività reale.

Vendere arredamento online: non sottovalutare la potenza del web marketing

Il web marketing è una scienza composta da un insieme di attività che vedono il web come palcoscenico unico e che, attraverso lo studio del mercato, si pone come obiettivo lo sviluppo di rapporti commerciali sulla rete: dall’assistenza alla clientela all’acquisizione di lead, dalla promozione alla pubblicità pura, dalla distribuzione alla vendita.

Come puoi immaginare, si tratta di attività complesse che sono il frutto di competenza ed esperienza. Così come nel tuo lavoro di imprenditore nel settore dell’interior design esiste un know-how che soltanto i professionisti possono vantare, allo stesso modo nel digital marketing vi sono competenze uniche che solamente un consulente esperto o un’agenzia specializzata è in grado di offrirti. Questa premessa è fondamentale per aiutarti a comprendere che la tua attività di vendita di arredamento online potrebbe rivelarsi di maggiore successo con il supporto di un professionista del web.

Quelli che seguono solo alcuni punti fermi che ti permetteranno di cominciare a dare forma al tuo progetto di negozio virtuale.

La prima cosa che dovrai considerare è quanto, nel mercato in cui hai deciso di operare, è presente la penetrazione dell’ecommerce. Ricorda sempre che, se in una determinata zona geografica potrai offrire ai tuoi clienti anche una sede fisica a supporto della vendita online, tanto più il tuo business virtuale si allontanerà dal tuo showroom, tanto più dovrai essere in grado di persuadere i tuoi utenti ad acquistare un prodotto che non possono toccare con mano.

Il secondo consiglio strategico per l’apertura di un ecommerce di arredamento riguarda la sinergia dei tanti strumenti a disposizione del digital marketing: il tuo negozio online funzionerà infatti meglio se sarà supportato in modo intelligente da altri canali di promozione pensati per generare vendite sul web. Tra questi, ad esempio, figurano le DEM – considerate da un grosso player di settore come Gruppo Natuzzi uno degli strumenti di maggiore successo nell’ecommerce, perché in grado di colpire direttamente il pubblico di riferimento.

Non solo: il tuo negozio online sarà aiutato a crescere anche da tutte quelle attività di posizionamento organico che prendono il nome di SEO, e dalle azioni di brand reputation e brand awareness sui social network, cosiddette Social Media Strategy e Social Media Management.

Il SEM, infine, ti permetterà di ottimizzare la presenza del tuo ecommerce di arredamento sui motori di ricerca come Google anche attraverso azioni non organiche, ma a pagamento. Questo tipo di attività sarà particolarmente funzionale nella primissima fase di vita del tuo negozio virtuale, quando Google non avrà ancora avuto la possibilità né il tempo di posizionarti in modo naturale tra i primi risultati delle sue ricerche.

Andranno poi fatte tutte le dovute considerazioni geografiche: come puoi bene immaginare, le performance sulle attività di web marketing mutano in modo anche considerevole a seconda dei Paesi. Ogni nazione è in grado di generare lead in modo diverso e offrire una redemption tutta sua, sempre in base ai vari strumenti che vengono utilizzati. Nello specifico, possiamo sostenere con certezza che alcune strategie che si rivelano ottimali per l’Italia potrebbero essere fallimentari per l’Inghilterra; alcuni metodi considerati di successo in Germania non funzioneranno invece in Giappone. Pertanto, anche in questo caso è opportuno un attento studio dei mercati online sui quali intendi operare e il supporto di un professionista che possa illuminarti in merito alle migliori strategie da attuare in funzione della geolocalizzazione della tua attività.

Queste indagini preliminari sono importanti quanto e più dell’apertura pratica del tuo negozio online, perché ti permetteranno di ottimizzare tempi, costi, azioni, dando vita a una strategia con un potenziale di successo più ampio.

Ricorda infine che un cambiamento della tua mentalità imprenditoriale ti sarà di assoluto e indispensabile aiuto per ampliare il tuo business a un mondo tanto importante e tanto particolare come quello della rete.

Sei pronto a creare un’attività imprenditoriale davvero al passo con i tempi?

Come accogliere un cliente nel tuo negozio di arredamento

Il settore dell’arredamento si è molto modificato nel corso degli ultimi anni. L’avvento di internet ha condizionato in modo molto profondo le percezioni del pubblico in termini di prezzi e qualità dei prodotti: l’utente, avendo a disposizione uno strumento estremamente potente, ha rapidamente imparato a sfruttarlo per ottenere in modo immediato informazioni che, un tempo, sarebbero state appannaggio esclusivo del professionista.

Il tuo negozio di arredamento, oggi, dovrà quindi necessariamente cambiare e soddisfare le richieste e i desideri di un mercato e di un cliente (acquisito o potenziale) assai diverso da quello che eri abituato a conoscere fino a qualche anno fa. Il cliente del nuovo millennio ha un potere d’acquisto radicalmente condizionato dalle informazioni sui prodotti che è in grado di acquisire grazie alla rete, e il tuo negozio di arredamento dovrà adeguarsi di conseguenza.

come accogliere un cliente in un negozio di arredamentoSai bene che il mercato in cui operi è profondamente cambiato nel corso degli ultimi dieci, quindici anni, e non soltanto a causa di una accresciuta cultura digitale del pubblico: a contribuire a rendere più difficoltoso il tuo lavoro hanno pensato gli operatori low-cost della grande distribuzione, la crisi economica e i negozi online.

Nessuno – o quasi – è stato immune ai contraccolpi causati da questi grandi cambiamenti: aree territoriali tradizionalmente celebri e rinomate per la loro produzione di arredamenti hanno visto le vendite calare in modo vertiginoso, e un numero sempre minore di clienti potenziali varcare la soglia dei loro showroom.

Alla luce di questa premessa, cosa è necessario fare per adeguare il tuo negozio di arredamento all’era digitale? Come puoi rendere il tuo negozio di arredamento davvero al passo con i tempi?

Alla radice sta senza dubbio un profondo cambio di mentalità, che si concretizza poi con una serie di azioni pratiche che modificheranno sia il tuo modo di lavorare che la percezione che i tuoi clienti acquisiti e potenziali hanno di te.

La prima cosa da fare è quindi imparare ad accogliere in modo nuovo i clienti che varcano la soglia del tuo negozio di arredamento.

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Accogliere il cliente del nuovo millennio nel tuo negozio di mobili

Accogliere i clienti nel modo giusto all’interno del tuo negozio di mobili significa fare sentire a proprio agio i nuovi arrivati e fidelizzare gli utenti già acquisiti. Di fatto, in questa semplice azione si nasconde una mentalità imprenditoriale diversa, capace di tenere in considerazione il mutare dei desideri e delle aspettative del pubblico, fornendogli nuovi stimoli e un valore aggiunto che non può trovare da nessun’altra parte.

  • Prima regola: pazienza, e capacità di cogliere tutte le sfumature dei tuoi clienti – che dovranno essere osservati con occhi nuovi. Solo così potrai interpretare i loro desideri e bisogni: se sarai un buon osservatore, potrai offrire loro delle risposte prima ancora che vengano poste delle domande.
  • Seconda regola: creare un ambiente assolutamente accogliente, anche modificando l’aspetto del tuo showroom attuale. Non dimenticare mai che il tuo consumatore ha bisogno di provare emozioni – e questa è una regola che rimane valida e attuale a prescindere dal prodotto che dovrà acquistare. Il quid di un oggetto lo rende più che un semplice prodotto: lo trasforma in un’esperienza.
  • Terza regola: tutto è più veloce di un tempo. L’aspetto del tuo showroom è uguale da molti anni? La medesima tipologia di oggetti è collocata nelle stesse aree ormai da mesi? Ebbene, valuta la possibilità di dedicarti periodicamente a un restyling degli ambienti e della loro collocazione nello spazio, perché i tuoi consumatori sono sempre alla ricerca di nuove esperienze. Anche per un negozio di mobili, rimanere im-mobile sarebbe un grande errore. Al contrario, il cliente che ti vede impegnato a rinnovare con costanza sia la tua immagine che gli stimoli che vuoi garantire ai tuoi utenti sa che sei un professionista dinamico e al passo con i tempi.
  • Quarta regola: tieni sempre presente che l’arredamento del tuo negozio di mobili non serve solamente a mostrare ai tuoi visitatori la qualità dei tuoi prodotti, ma anche a comunicare loro un messaggio: chi sei tu? Quali sono i punti di forza del tuo marchio? Perché dovrebbero scegliere il tuo negozio invece che quello dei tuoi concorrenti? Cosa puoi dar ai tuoi consumatori che i tuoi competitor non offrano già?
  • Quinta regola: ricorda che la visita a un negozio di arredamento deve essere un’esperienza sensoriale.

La vista: qual è la prima cosa che i tuoi clienti vedono quando varcano la soglia del tuo showroom? Com’è l’illuminazione degli ambienti e delle tue vetrine? Sei in grado di sedurre il pubblico che si trova ancora all’esterno dei locali, invitandolo ad entrare? E, quando un potenziale cliente entra nel negozio, i punti luce sono posizionati in modo strategico così da illuminare al meglio i dettagli unici dei tuoi arredi?

L’udito: quali sono i suoni e i rumori che gli utenti sentono quando si trovano nel tuo showroom? Hai considerato la possibilità di accoglierli con una musica soffusa e rilassante, invece che sintonizzando il tuo impianto su una stazione radio a volume troppo alto o abbandonandoli a un desolante silenzio?

L’olfatto e il gusto: accogli i visitatori del tuo negozio di arredamento con un diffusore di essenze profumate, offri loro un caffè o una caramella. Li aiuterai a sentirsi immediatamente a loro agio, offrirai loro la giusta impressione di essere trattati con il dovuto garbo – una caratteristica, oggi, troppo spesso sottovalutata e sostituita sfortunatamente da fretta e sbrigatività. Presta attenzione alla temperatura all’interno dello showroom: deve essere gradevole, né troppo fresca, né troppo calda. Non provocare alcuno shock termico ai tuoi visitatori.

Il tatto: permetti ai tuoi visitatori di toccare con mano la qualità dei tuoi mobili. Invitali a sfiorarne le superfici, a percepirne la sensazione di eccellenza sotto la punta delle dita. Falli accomodare per qualche istante sulle poltrone, sui divani, sui letti, offri loro le suggestioni che cercano, ricorda loro l’importanza del rapporto umano e della comunicazione diretta. E, naturalmente, parla con loro.

L’importanza di ricordare che tutto cambia

L’acquisto, oggi, non è semplicemente un’azione meccanica, quanto piuttosto un processo esperienziale ed emozionale. Tutto cambia nel corso del tempo: non soltanto i trend di settore, i prezzi e i desideri del cliente, ma anche il modo in cui il cliente si approccia ai prodotti. È quindi inevitabile che anche tu, proprietario di un negozio di arredamento, debba cambiare a tua volta.

Acquisirai i tuoi clienti non soltanto per i prodotti che esponi, ma anche per l’ambientazione e l’emozione che saprai creare nel corso della fase d’acquisto. Per questo è assolutamente fondamentale che tu sappia dare vita una vera e propria relazione con il visitatore sin dal momento in cui questi entra in negozio. A partire da allora, dovrai imparare a interpretare e tradurre le sue esigenze, ossia leggere il suo “sentiment”.

Una curiosità per te: tra i comportamenti valutati come altamente sgradevoli dai consumatori figurano i seguenti. Noterai che tutti riguardano l’accoglienza in negozio:

  • Il gestore passa accanto al cliente senza salutarlo, senza sorridergli, senza guardarlo. Risultato? Il cliente si sente inopportuno
  • Il gestore del negozio continua a svolgere le proprie attività, senza neppure alzare la testa verso il cliente. Risultato? Il cliente si sente invisibile
  • Il gestore guarda il cliente con fastidio perché la sua presenza lo distrae da quello che stava facendo. Risultato? Il cliente si sente fuori posto

È così che vuoi far sentire i tuoi visitatori? Inopportuni, invisibili, fuori posto? Queste tristi esperienze non porteranno a un acquisto nel tuo negozio, né tantomeno a un’esperienza commerciale piacevole. Alla base di un’accoglienza professionale – soprattutto in uno showroom di arredamento, che va a toccare importanti corde emotive nel visitatore – vi è invece la consapevolezza che il cliente non è un fastidio, ma il fine della tua attività.

 

 

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SEO e SEM per gli e-commerce

Quanto sono importanti SEO e SEM nello sviluppo degli e-commerce?

Negli ultimi anni il mercato degli e-commerce si è andato riempiendo di attori e riuscire a emergere diventa ogni giorno sempre più difficile. Per riuscire ad emergere e a distinguersi ci sono due strumenti chiamati SEO e SEM di fondamentale importanza.

 

Il Search Engine Marketing (SEM) è un tipo di marketing legato ai motori di ricerca e comprende tutte quelle attività volte a generare traffico verso un determinato sito. Oggi si utilizza questa espressione per indicare principalmente ricerche a pagamento su Google (es. annunci sponsorizzzati e campagne display), in opposizione al Search Engine Optimisation (SEO), termine con il quale si identifica l’attività di posizionamento naturale sui motori di ricerca.

 

In realtà SEO e SEM risultano essere strategie complementari nella sposnorizzazione sul web di un nuovo e-commerce, motivo per cui si raccomanda di adottarle entrambe: inizialmente è preferibile investire più nel SEM, poiché per le aziende nate di recente questo accelera la Brand Awareness, ma contestualmente occorre mettere in atto una strategia SEO che richiede invece più tempo per dare i suoi frutti.

 

Nel dettaglio la SEM consentirà di:

– apparire in prima posizione su Google con annunci sponsorizzati aumentando i contatti utili

– apparire con banner dedicati nella rete display Google aumentando la brand awareness

– inseguire gli utenti che visitano il tuo sito con banner realizzato ad hoc facendo crescere le conversioni

 

Nel dettaglio la SEO consentirà di:

– impostare una strategia di parole chiave per cui apparire nelle prime pagine dei motori di ricerca

– intercettare gli utenti in modo naturale mentre eseguono ricerche di loro interesse

 

Per la riuscita di un e-commerce dunque è fondamentale utilizzare entrambi questi strumenti.

Perchè fare content marketing

Perché è importante per un’azienda fare Content Marketing

Aziende, Pmi e professionisti si sono ormai accorte da tempo che il web è una risorsa di fondamentale importanza. Per far crescere la presenza di un’azienda sul web può essere fondamentale impostare una corretta strategia di content marketing

Perché scegliere il content marketing?

Una strategia di Content marketing ben studiata può essere un ottimo trampolino di lancio per tutte le aziende dal momento che:

  • Il web è conversazione: il tuo potenziale cliente non cerca pubblicità martellanti, ma vuole qualcosa in grado di legarlo alla tua azienda o al tuo brand e desidera poter interagire con te e sentirsi parte attiva delle conversazioni.
  • Con il content marketing i tuoi clienti ti possono conoscere davvero, fidelizzandosi. Se ti fai conoscere dai tuoi clienti raccontandomi sarà più difficile che ti abbandonino per un altro brand.
  • Il tuo pubblico non vuole essere colpito ma attratto. Siamo passati dalle tecniche pubblicitarie di tipo interruttivo a strategie meno invasive e martellanti che cercano il permesso della tua audience potenziale: il content marketing è in grado di calamitare il tuo cliente;
  • Con il content marketing la dimensione della tua azienda è relativa: l’essere coinvolgenti non equivale ad avere a disposizione grossi budget.
  • Con il content marketing puoi creare ambassador del tuo brand. Se crei una storia coinvolgente e stimoli i giusti punti di attenzione i tuoi clienti condivideranno e promuoveranno in totale autonomia il tuo brand e da semplici consumatori possono trasformarsi in tuoi alleati.

Cos’è l’inbound marketing? Come funziona?

Diamo subito alcune definizioni:

Outbound marketing: è il marketing tradizionale, quello che si basa sull’acquisto di elenchi di contatti per le fiere, il telemarketing, gli eventi, pubblicità su riviste e giornali.

Inbound marketing: è invece quel ramo del marketing che si occupa di creare contenuti interessanti che possano attirare i potenziali clienti sul nostro sito.

L’inbound marketing è caratterizzato da tre aspetti fondamentali:

  • L’individuazione di contenuti in grado di ottenere l’interesse del nostro target
  • La creazione dei contenuti online, come blog, post, pagine web ecc.
  • La pianificazione di una strategia di condivisione

Le 4 fasi dell’inbound marketing:

  1. Attirare

Ogni giorno le ricerche effettuate su Google sono milioni, è per questo che un’azienda deve essere presente online. Gli utenti che navigano, nel 78% dei casi, effettua ricerche sui motori di ricerca. Sempre più spesso gli utenti oltre che da desktop effettuano ricerca da dispositivi mobili e per questo motivo è fondamentale avere un sito responsive.
Per attirare il traffico e gli utenti, in questa fase è molto importante avere un blog e aggiornarlo costantemente con contenuti interessanti scritti utilizzando le keywords giuste. Questi contenuti potranno essere pubblicati sui social per avere ancora più visibilità.

  1. Convertire

Per avere un ritorno occorre convertire le tue visite in leads. Per fare questo dovrai creare delle landing page con all’interno delle call to action.
Un landing page efficace deve avere contenuti di qualità e deve essere semplice e intuitiva. I contenuti devono avere così tanto valore per l’utente da renderlo disposto a premere il bottone della call to action e a lasciarci i suoi dati.

  1. Trasformare

Ora che hai raccolto i dati delle tue lead e sai a cosa sono interessati puoi procedere con l’invio di DEM o contenuti specifici e mirati per gruppi di utenti.

  1. Fidelizzare

La parola d’ordine è: rimanere in contatto con i tuoi clienti. Per mantenere vivo e duraturo il rapporto con i tuoi clienti dovrai mettere in atto delle azioni che ti permettano di rendere il vostro rapporto meno virtuale, come ad esempio eventi, mail personalizzate per il compleanno o offerte dedicate.

Novità Google: Analytics 360 Suite per il web marketing

Il 15 marzo 2016 il più famoso motore di ricerca, Google, ha annunciato un’importante novità: l’arrivo di Google Analytics 360. Lo ha fatto però senza rivelare troppe informazioni riguardo a queste funzioni premium.

Poco più di un mese fa, il guru di Google Analytics Justin Cutroni ha parlato dell’imminente arrivo di nuovi strumenti di analisi dei dati web: software in grado di cambiare in modo drastico la misurazione e la presentazione dei dati. Tutto a vantaggio dei Web Marketing Specialist: musica per le nostre orecchie!

Grazie a Google Analytics 360 sarà possibile integrare la presentazione di dati e statistiche in modo davvero semplice e completo: a partire dai “micro-momenti” offline e online alla visione complessiva della customer journey. Scopriamone i dettagli.

Cos’è Google Analytics 360?

Facciamo una premessa per inquadrare l’argomento: Google Analytics 360 sostituirà Google Analytics Premium, lo strumento con cui sinora gestivamo in modo rapido enormi quantitativi di dati online, fornendo in più l’innovativa possibilità di personalizzarne la misurazione e analizzare anche i dati degli utenti da tutti i touchpoint, anche offline. Analytics 360 [https://searchengineland.com/google-analytics-360-suite-launch-audience-dmp-244713] sarà il nuovo fulcro della Suite di Google, e si servirà del supporto degli altri sistemi e strumenti dello stesso motore di ricerca: Google AdWords, Google Search Console, Google Trends.

Per scoprire tutte le funzionalità di esperienza integrata della Suite Google Analytics 360 dovremo aspettare i prossimi mesi, mentre per ora possiamo limitarci a una panoramica sulle novità degli strumenti disponibili, e capire come potremo piacere a Google d’ora in poi.

I nuovi strumenti di Google Analytics 360: utilità per il web marketing

Google Analytics 360 Suite porterà con sé una serie di strumenti di analisi dei dati assolutamente utili per il Web Marketing, poiché consentirà di tracciare un quadro completo del comportamento dei consumatori e offrirà le giuste informazioni a chi è alla ricerca di statistiche, report e insight precisi, che non parlino soltanto il linguaggio dei numeri ma che consentano anche di comprendere profondamente il pubblico di riferimento (e strutturare messaggi pubblicitari su misura sempre più precisi).

Vediamoli nel dettaglio gli strumenti di analisi del nuovo Google Analytics 360 Suite:

  • La nuova piattaforma Google Audience Center 360 consentirà di organizzare e gestire i dati di DoubleClick e AdWords, integrandoli con quelli provenienti da piattaforme di terze parti. Questo consentirà di raggiungere le persone giuste nel momento giusto, attraverso un canale adeguato. Lo strumento migliore, per un web marketing che spinge sempre più in una direzione one-to-one.
  • Lo strumento di gestione centralizzata Google Tag Manager 360 per gli script di monitoraggio garantirà una più facile raccolta dei dati e una maggiore precisione attraverso alle API rafforzate.
  • Il software Google Optimize 360 permetterà di esaminare i contenuti del proprio sito web (funnel e layout) senza modifiche al codice e su determinati target di utenti. Il risultato sarà un’ottimizzazione verso le pagine, per un miglior internet surfing in base al dispositivo di accesso e al comportamento di navigazione degli utenti abituali.
  • Lo strumento di visualizzazione dati e reporting Google Data Studio 360 consentirà di presentare i dati in modo chiaro e di semplice lettura anche per i non addetti ai lavori.
  • Il sostituto di Adometry sarà Google Attribution 360. Sarà utile per analizzare i flussi di conversione dei siti web, incrociandoli con dati provenienti da altre piattaforme di analisi (canali TV, giornali etc).

Che ne dite di Google Analytics 360? Ci aiuterà a fare previsioni SEO 2016?

Guida per principianti: i contenuti del digital marketing

Negli ultimi dieci anni il marketing ha avuto un’evoluzione sia nella forma che nell’approccio. Ecco un rapido riassunto:

Marketing tradizionale + Tecnologia = Digital Marketing

Digital Marketing + Audience Insights = Digital Content Marketing

In questa evoluzione i contenuti di marketing sono al centro di uno spostamento verso le esperienze di marketing personalizzate e su una comunicazione più centrata sul pubblico. Questo tipo di approccio centrato sul cliente è chiamato Inbound Marketing: questa tipologia di marketing attira i clienti in modo organico e vuole stupire i consumatori.

Il content marketing è perfettamente in linea con questo cambiamento ed è diventato uno strumento fondamentale e molto redditizio per le aziende di tutto il mondo. Cerchiamo di capire meglio di che cosa si tratta.

Che cos’è il marketing di contenuti o content marketing?

Prima di tutto diamo una definizione: il content marketing è qualsiasi strategia di marketing che preveda la creazione, la pubblicazione e la condivisione di contenuti per raggiungere segmenti specifici di pubblico. L’obiettivo è quello di informarecoinvolgere e, infine, fornire contenuti rilevanti che riescano ad attrarre il pubblico. Ecco i tre passaggi fondamentali che stanno dietro a dei contenuti marketing di successo e che sono parte di una strategia di Inbound Marketing:

Fase 1: Conoscere il pubblico

È fondamentale conoscere il proprio pubblico.
Questo è ciò che differenzia la commercializzazione di contenuti digitali dal marketing tradizionale: il marketing, in questo caso, si deve basare sul contenuto e deve capire il pubblico a cui si sta rivolgendo.  La conoscenza del proprio pubblico è possibile attraverso la ricerca e la segmentazione del mercato.
Ci sono diversi modi per poter effettuare questo tipo di ricerca: l’obiettivo è identificare i modelli di comportamento e gli stili di vita dei proprio clienti, o potenziali acquirenti, così da poter dividere un pubblico vasto in gruppi più piccoli.


Facciamo un esempio: se il nostro mercato di riferimento è composto da donne tra i 25 e i 34 anni, occorre trovare all’interno di questo vasto gruppo un segmento di mercato più piccolo che può essere scelto includendo almeno una variabile aggiuntiva, come ad esempio l’impiego lavorativo o l’istruzione.
Lo stesso vale per il B2B. Se il mercato principale si compone di produttori di cosmetici, si potrebbe scegliere un segmento più specifico andando a segmentarli per tipologia di azienda, se pubblica o privata, o per dimensioni.
È importante segmentare il pubblico in modo da creare dei modelli di clienti facilmente identificabili, così che sia più facile capire quali strategie attuare per il successo di una campagna di content marketing. I contenuti marketing devono cambiare a seconda del segmento di mercato a cui vi state rivolgendo, poiché ogni cliente, o potenziale cliente, è diverso da un altro ed è importante capirne esigenze e stile di vita.
Importanti strumenti di ricerca per la definizione del proprio pubblico sono:  • Analytics (social media, motori di ricerca, sito web) • Google Alert• Indagini sui clienti e interviste • Monitoraggio dei social media • Testare i contenuti, sottoponendo agli utenti diverse variazioni dello stesso contenuto• Ricerca di parole chiave • Strumenti di analisi dati di mercato

Fase 2: Creare contenuti pertinenti

Una volta deciso il nostro segmento di pubblico, è il momento di creare contenuti web di qualità in base alle esigenze dei nostri potenziali clienti.

Se ad esempio sappiamo che il nostro segmento di pubblico utilizza Instagram e lavora in città, creeremo campagne su misura per il cellulare e per chi ha uno stile di vita frenetico: il contenuto sarà molto diverso da quello utilizzato, per esempio, per un segmento che utilizza Facebook e che vive in campagna.

Anche se entrambi i segmenti appena indicati condividono un’affinità per la nostra marca, si tratta di due diverse tipologie di persone, ovvero gruppi di pubblico differenti che hanno stili di vita diversi, e che quindi richiedono forme diverse di contenuti.

Identificare i vari segmenti di pubblico ci permette di capire quali sono i motivi che li spingono all’acquisto, quali sono i contenuti che preferiscono (blog, video, newsletter, case history, grafica) e dove cercano le informazioni.

Fase 3: Analisi dei risultati

Non sempre il marketing raggiunge i propri obiettivi e il suo pubblico di riferimento: questo è il prezzo da pagare per essere aperti a continue prove, ma anche a nuove scoperte.

Un contenuto che non ha avuto il risultato atteso non è necessariamente scorretto: al contrario, è probabile che a non essere corretti o troppo ampi i gruppi di destinatari a cui ci si rivolgeva. Quindi, se i risultati della prima strategia di content marketing non sono andati come previsto, la prima cosa da fare è rivedere il proprio pubblico di riferimento: più precisi sono i segmenti di mercato, più i contenuti potranno essere affini alle esigenze dei vostri futuri clienti.

Avrete così modo di creare non solo contenuti accattivanti, ma anche prevedere il loro comportamento e raggiungere l’obbiettivo desiderato.

Markup semantici: cosa sono e come si usano

C’è una linea sottile che separa il web design e la programmazione dall’ottimizzazione per i motori di ricerca. Questa linea è diventata particolarmente esplicita nel momento in cui si è verificato il cosiddetto Mobilegeddon – ossia a partire da quando, esplicitamente, Google ha considerato la mobile responsiveness come parte fondamentale dell’algoritmo di ranking

Tuttavia, questa nozione non è stata interiorizzata appieno da tutti i web developer e neppure da tutti i professionisti del SEO. Troppe volte, un SEO applicato senza la dovuta attenzione ai corretti aspetti dell’HTML porta i siti a non posizionarsi come teoricamente dovrebbero

Altrettanto spesso, i motori di ricerca non riescono a comprendere di cosa parli esattamente il sito perché i contenuti, di per sé, possono convogliare sì le informazioni, ma solo fino a un certo punto. L’altro protagonista di un corretto posizionamento lavora infatti dietro le quinte, nella forma di markup semantico

Cos’è il markup semantico?

Il markup semantico potrebbe definirsi come una modalità particolare di scrivere l’HTML

linguaggi di markup come l’HTML (HyperText Markup Language) e l’XML (Extensible Markup Language) sono responsabili della presentazione e dell’organizzazione dei documenti web in elementi diversi come listeparagrafiheader e footer

La semantica è il significato logico e linguistico di un termine e, in senso lato, la scienza dei significati destinati a essere definiti e cristallizzati da parole significanti quando si tratti di nozioni o azioni, e da segnali morfologici quando si tratti di rapporti sintattici. Nel contesto dello sviluppo web, la semantica oltrepassa la mera funzione di presentazione e dona ai singoli elementi di un documento significati distintivi e ben identificabili

Semantica + Markup = Markup Semantico

Il markup semantico esiste da tempo ma solo raramente viene utilizzato al suo massimo potenziale. Perché? Perché esiste una tipica disconnessione tra “presentazione” (il web development) e “contenuto” (l’ottimizzazione per i motori di ricerca)

SEO Specialist si concentrano sui messaggi che il contenuto deve trasmettere, mentre i designer e i programmatori si preoccupano di come questi contenuti appaiono e si comportano

Nella maggior parte dei casi, i tag HTML non semantici hanno lo stesso identico aspetto dei loro omologhi semantici. Ecco qualche esempio:

  • <div></div>
  • <span></span>

Quasi la totalità di un documento web potrebbe forse essere scritto utilizzando solamente questi due tag. Il problema è che essi organizzano il significato ma non lo convogliano: in pratica, al browser non dicono nulla riguardo al contenuto che ospitano

Al contrario, i seguenti tag sono in grado di organizzare in modo efficiente il contenuto dando, al contempo, significato al markup:

  • <article></article>
  • <aside></aside>
  • <footer></footer>
  • <header></header>
  • <main></main>
  • <nav></nav>
  • <section></section>
  • <time></time>

 

Con questo tipo di markup semantici, l’header, il footer e il body di un documento sono esplicitamente definiti. Il tag <nav> potrà anche delineare gli elementi di navigazione come il menu e la paginazione. <article> comunicherà che la pagina contiene un blog post o un articolo della sezione news, mentre i tag <section> divideranno l’articolo in sezioni legate l’una all’altra in modo logico

Perché il markup semantico è importante?

Le ragioni per cui i web developer dovrebbero inserire markup semantici nei loro documenti HTML sono numerose:

  • Best Practices: prima di tutto, il design semantico è uno standard W3C. Se non altro, dunque, sarebbe opportuno uniformarsi a questa best practice perché è ritenuta preferenziale da tutti i browser, le aziende IT e i motori di ricerca. Non solo: il markup semantico migliora il workflow tra gli sviluppatori: se uno di essi riceve una pagina che è già stata identificata semanticamente da un altro developer, comprenderà appieno la funzionalità dell’intero documento e dei suoi componenti individuali
  • User Experience: in alcuni casi, gli elementi semantici hanno un aspetto diverso e garantiscono un’esperienza utente diversa. È dunque più conveniente per i lettori “a schermo” – e anche per i browser – trovarsi di fronte a un contenuto semanticamente strutturato. In questo modo, l’utente potrà identificare più velocemente i vari elementi della pagina. Questo tipo di vantaggio vale anche per i rich snippet, che possono essere mostrati nei risultati di ricerca e producono maggiori percentuali di click-through
  • Buon design significa buon SEO: la semantica è parte integrale dell’ottimizzazione per i motori di ricerca. Si pensi ad esempio della “ossessione” del SEO per le parole chiave, che rappresentano un vero e proprio segnale per i motori: “Ehi Google, questo contenuto è rivelante per determinate query!”. Certamente, questa è una motivazione solo parziale per l’utilizzo di markup semantici. Facciamo però un esempio: marcare un blog post con il tag semantico <article> permette ai crawler dei motori di ricerca di capire che la pagina in questione ospita contenuto editoriale. In questo modo, dunque, un post blog non si posizionerà solo per la query “graphic design” ma anche per long-tail quali “articoli sul graphic design”

In conclusione, i markup semantici permettono a tutti gli attori – dagli sviluppatori ai motori di ricerca, fino agli utenti – di comprendere che il developer sapeva esattamente cosa stava facendo nel momento in cui scriveva il codice. In pratica, l’utilizzo dei markup semantici è simile alla corretta formattazione di una ricerca: il valore di un documento non è solo legato al suo contenuto, ma anche alla forma con cui viene presentato, che gli permette di esprimere il suo massimo potenziale